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Alle origini dell'Iperspazialismo
Un libro su origini e prospettive del movimento artistico

  
di Michele DE LUCA

GLI ANTICHI MAESTRI ITALIANI

Il Movimento Iperspazialista, oltre che in altre regioni italiane, ha avuto episodi di significativa caratura espositiva anche in terra abruzzese e molisana. Ne dà ampia ed approfondita testimonianza un interessante libro-catalogo edito da Artechiara, (pubblicato in occasione della mostra allestita a cura di Leo Strozzieri nella Sala Corradino D’Ascanio di Popoli in provincia di Pescara). Il volume, intitolato “Movimento Iperspazialista e sue radici storiche”, si propone di “storicizzare” le origini culturali, gli sviluppi, l’apporto dei suoi protagonisti e il ruolo che complessivamente questo movimento ha interpretato e svolto dal 1966, anno del primo “manifesto”, cui hanno fatto seguito altri documenti teorici, ultimo dei quali il “Manifesto dell’arte sacra iperspazialista” pubblicato nel 2.000, in occasione del Giubileo.

L’Iperspazialismo, che continua il percorso iniziato da Lucio Fontana con il celebre “Manifiesto blanco”, è interprete di una visione ampliata dello spazio favorita dai progressi scientifici, tecnologici e telematici, particolarmente attenta, in una sorta di proclamato neo-umanesimo, all’individuo quale frammento cosciente dell’universo. Come scrive Maurizio Vitiello, “nuove concezioni dello spazio fisico e fenomenico sottolineano l’urgenza di modificare il rapporto tra uomo e spazio e gli eclettici iperspazialisti dicono la loro, facendo pegno alle precedenti acquisizioni della storia dell’arte e di tutti i movimenti del Novecento”.

Oltre ad opere di maestri storici, come Lucio Fontana, Antonio Fiore, Franco Giuli, Luigi Faccioli, Edgardo Mannucci, Luigi Veronesi e Umberto Mastroianni, vengono presi in considerazione lavori degli attuali componenti del movimento, Luisa Bergamini, Alessandro Carlini, Maria Pia Daidone, Andrea P. Damiani, Ergilia Di Teodoro, Cesare Iezzi, Ettore Le Donne, Giuseppe Masciarelli, Antonio Paciocco, Alessandro Perinelli; tutti artisti impegnati, con percorsi formali ed esiti linguistici diversi a trovare terreno comune in una “intenzione” di rassodare la presenza, nel vasto territorio dell’arte e della comunicazione, di tematiche e poetiche condivise.     

Come afferma Janus, questi artisti “hanno operato una rottura nel tessuto variopinto e variegato dell’arte italiana, si sono inseriti, direi quasi insidiosamente, con un linguaggio più eclettico nel più recente dibattito estetico, come accade tutte le volte che diverse personalità autonome si confrontano tra loro … passano nelle loro opere molte idee, quelle dello spazio, che circonda la materia e la dilata, quelle della materia, che diventa vorticosa e incandescente”.

Per l’occasione è stato presentato al pubblico un nuovo manifesto del movimento, mentre Ettore Le Donne ha eseguito la Scacchiera iperspazialista che, ad imitazione della scacchiera surrealista a tutti nota, reca le immagini dei protagonisti di questa che non è soltanto un’avventura artistica e culturale, ma un modo concreto di interpretare l’essenza della contemporaneità. Infatti, tutti i firmatari del nuovo documento teorico sono consapevoli che, dopo l’homo sapiens, sarà la volta dell’homo cosmicus, la cui memoria spaziale è iscritta nei suoi cromosomi.   

 

     

 

 


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