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Puglia: sole, vento e autostrade del mare |
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Una valida e conveniente
alternativa alle autostrade di terra ed ai trasporti su gomma In un convegno sulle prospettive
dei trasporti, tenutosi recentemente a Bari, si è approfondito il ruolo dei
corridoi marittimi e dei porti pugliesi nello sviluppo delle autostrade
sull’acqua. Si è, infatti, evidenziato che le “Autostrade del mare”
rappresentano una valida alternativa in termini di risparmio, sicurezza, tutela
ambientale e sviluppo turistico rispetto alla viabilità via terra, certamente
più costosa e pericolosa. Le proporzioni del Globo
terrestre tra acqua (70%) e terra (30%), oltre alla naturale conformazione
geografica dell’Italia, giustificano la scelta di invertire l’attuale realtà
dei trasporti (oggi il trasporto su gomma è oltre il 65%): a tutto ciò vanno
poi aggiunte le caratteristiche del territorio pugliese, che si distende tra
Ionio e Adriatico, diventando una banchina naturale e una base logistica di
intermodalità del trasporto combinato (nave-mezzo su gomma) nel Mediterraneo. La legge finanziaria per il
2008, ritenendo di notevole importanza la diffusione della cultura delle
“Autostrade del mare”, ha previsto un notevole impegno economico con un
finanziamento di 231 milioni di euro per il prossimo triennio in favore dei
corridoi marittimi. Per quanto riguarda, in
particolare, la Puglia, sono previsti significativi cambiamenti entro il 2020,
sia a livello normativo che infrastrutturale: attingendo ai 94 milioni di euro
dei Fondi CIPE, Bari dovrebbe diventare corsia preferenziale per i Balcani,
mentre gli altri porti maggiormente attrezzati (Brindisi e Taranto) e quelli
minori (Manfredonia, Molfetta, Barletta, Otranto e Gallipoli) dovrebbero
contribuire a far diventare la nostra regione la “suprema regina dei due mari”,
strategica nei trasporti al livello dell’ Europa e del Mediterraneo. Il progetto “Autostrade del
mare” richiede la capacità di valorizzare al meglio le varie potenzialità e le
positive credenziali della Puglia in favore delle future prospettive
occupazionali e dell’incremento dei flussi turistici e commerciali europei ed
internazionali. E’, quindi, un’ulteriore sfida
da vincere, un capitolo tutto da scrivere, un riscatto ed una scommessa per la
nostra regione, in un panorama nazionale più vasto, al fine di creare
un’efficiente rete di trasporto combinato strada-mare, frutto del concetto di
trasversalità. Va sottolineato che la mappatura
delle autostrade del mare prevede numerose tratte tra tutti i porti italiani
(Civitavecchia, Livorno, Genova, Napoli, Ravenna, Salerno) e i maggiori porti
della Sicilia e della Sardegna (Catania, Palermo, Messina, Cagliari),
dell’Europa (Barcellona, Valencia, Tolone) e dell’Africa del nord (Tunisi). È evidente che si tratta di una
vera e propria rivoluzione del sistema dei trasporti, avente l’obiettivo di
attenuare i gravi disagi dovuti alla conformazione geografica dell’Italia
(lunga e dispersiva) ed alla rete viaria attuale, quasi sempre interessata da
manutenzioni e ammodernamenti onerosi, nonché da ingorghi ed incidenti, che ne
aggravano i costi economici ed umani. Il progetto sin qui illustrato rappresenta il futuro dei trasporti: dobbiamo farlo nostro se vogliamo superare l’isolamento della Puglia e se vogliamo diventare base strategica e ponte sul Mediterraneo, verso i Balcani e verso l’Africa.
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