elenco articoli 

Accerchiamenti internazionali: Russia e Stati Uniti, con il fiato sul collo
  
di Lucio LUSSI

ACCERCHIAMENTI INTERNAZIONALI

Russia e Stati Uniti hanno ormai adottato la stessa strategia di politica internazionale: accerchiare il contendente, estendendo la propria sfera di influenza nelle zone limitrofe e negli Stati confinanti. Far sentire il proprio fiato sul collo all’oppositore è prova di potenza, ma, a lungo andare, finisce per diventare una causa di instabilità e di tensioni internazionali.

L’allargamento della Nato ad est, lo scudo spaziale di Washington ormai prossimo a Varsavia e la pronta difesa occidentale della Georgia ne sono la prova.

Lo stesso fanno adesso i vertici diplomatici di Mosca, che negli ultimi mesi hanno riallacciato i contatti con molti Stati latinoamericani, tra i quali in particolar modo il Venezuela di Hugo Chavez.

Alla base del dialogo c’è soprattutto la volontà di instaurare una duratura cooperazione militare: il Venezuela vuole ammodernare l’esercito mentre in Russia non disdegnano una spinta propulsiva alla industria bellica interna, con il risultato che il governo di Caracas acquista armi russe con ingenti capitali prestati da Mosca.

L’altro fronte del dialogo è basato sulla questione energetica. Il Venezuela è ricco di gas e di petrolio, e gli Stati Uniti continuano ad essere il più grande importatore. Mosca vuole accedere ad una parte cospicua delle risorse energetiche di Caracas, sfruttando Gazprom per intavolare una cooperazione strategica bilaterale anche in questo ambito: convenzioni, intese economiche, finanziamenti a fondo perduto stanno rilanciando la produzione venezuelana. Queste mosse, a prima vista economiche, servono al Cremlino per rispondere al frenetico attivismo degli Stati caucasici vicini a Washington e per attrarre consensi in Sud America.

Oltre a Cuba e Venezuela, partner ormai storici di Mosca, altri Stati stanno entrando stabilmente nell’orbita russa: in primis il Nicaragua che ha riconosciuto (unico Stato al mondo insieme alla Russia) Abkhazia e Ossezia del Sud, poi la Bolivia con cui si inizia a parlare di accordi energetici e infine la Colombia che continua a fare shopping di armi a Mosca e sugli Urali.

Il panorama geopolitico dell’America Latina sta cambiando rapidamente, a quasi due secoli dalla dottrina Monroe, che cacciò gli europei dalle colonie sudamericane ridando l’America agli americani. Lo stesso Medvedev nel vertice con Chavez di settembre ha affermato che nei dintorni di Cuba sta nascendo una “nuova dinamica geopolitica”, una dinamica che provoca Washington e che porta il Cremlino ad usare gas, petrolio e armi come strumenti di Realpolitik per estendere la propria influenza strategica e diplomatica nel continente sudamericano.

 

 


elenco articoli