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Un sogno al posto di un fatto
Il Presidente Errico chiede lo sfratto della Prefettura   
di Giuseppe FLORIO

Per una volta plaudiamo all’ardire del Presidente Errico, che da una posizione eticamente attaccabile (quella del potere costi

Per una volta plaudiamo all’ardire del Presidente Errico, che da una posizione eticamente attaccabile (quella del potere costituito), attacca un altro potere consolidato e, forse, più autorevole: ovvero la casta che demolisce la casta, come un raptus di luddismo istituzionale, un vero e proprio ossimoro che vede l’ingranaggio del Sistema provare ad inceppare un ingranaggio a sé solidale.

Luddismo, in omaggio a quel Ned Ludd – operaio tessile che distrusse il telaio del padrone - o grillismo, ispirazione e dedica al Grillo nazionale che tanto anima dibattiti seri e semiseri della nostra curva politica? Comunque sia, il Presidente della Provincia di Brindisi non perde occasione per stupire aficionados e detrattori, non tanto per le cose che fa, quanto per come decide di farle, e per dove ne colga le ragioni di opportunità: avrà un sibillino ispiratore? Probabilmente no, considerata la sicura autoreferenzialità che ne caratterizza atti e detti e che lo configura come un personaggio unico nel panorama regionale, nel bene e nel male; è quindi il diavoletto che gli muove sugli omeri, uno spiritello beffardo ed arguto, che di tanto in tanto gli sussurra quelle idee che più spesso piacciono alla “ggente” e che comunque cozzano contro i comportamenti pubblici acquisiti, avverso alle deviazioni ormai stratificate da anni di pure legittimo malcostume.

È di questi giorni la notizia di una lettera firmata da Errico e destinata al Ministero degli Interni per chiedere lo “sfratto” del Prefetto (e relativo stuolo di burocrati e funzionari) da uno splendido stabile di proprietà della Provincia: questo, una volta sgomberato in cambio di un più banale appartamento in condominio, dovrà essere ristrutturato ed adibito per accogliere una futura istituzione culturale di cui potranno usufruire tutti i cittadini del territorio. Addirittura Errico mette alla porta un’istituzione sicura – emanazione diretta dello Stato, appunto la Prefettura – per ospitare un’istituzione istituenda, ovvero ancora da programmare, progettare, realizzare: un’ipotesi in cambio di una tesi, un sogno al posto di un fatto. Solo un articolato e positivo visionario poteva arrivarci!

 

 

 


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