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Premio Sallentum 2007, un momento speciale per Euromediterraneo
E' questo il Salento che amiamo   
di Valeria BRUNO

Per Euromediterraneo questo è un momento speciale

Per Euromediterraneo questo è un momento speciale. Ogni edizione del nostro “Premio Sallentum” lo è. Da quando il prof. Elio Ricchiuto ne ha caparbiamente determinato la nascita in ambito universitario romano, questo evento rappresenta per tutti noi il “nostro” momento. L’idea di assegnare un premio in sé può non avere nulla di originale; a volte è il palcoscenico del già visto, altre volte è una grande occasione di spettacolo, dove però si rischia di perdere l’essenza che dovrebbe animare, almeno secondo gli intendimenti, l’assegnazione di un riconoscimento in ambito locale. Protagonista è la nostra Terra e le sue risorse umane, professionali, culturali. Non è affatto scontato ricordare a se stessi quanto importanti siano le radici del nostro vissuto di uomini e donne. E importante è rammentare che coloro che si sono distinti sugli altri, per le loro capacità, i meriti acquisiti, per la loro vita sociale, non sono ‘altro’ da noi, non lontani, magari antagonisti indiretti in quel sentimento che vede nel successo dell’altro il proprio insuccesso. Essi sono specchio della nostra società. E il loro successo è anche il nostro. Di ognuno di noi, di ogni salentino, nome per nome, con tutto il suo bagaglio di vita, con tutta la sua essenza. Dinanzi a questa prospettiva non ci sono pre-giudizi che tengano, qualunque posizione di parte decade.

Ecco dunque che con fermezza possiamo dire che per Euromediterraneo il “Premio Sallentum” non è qualcosa di diverso dal suo intento editoriale. La serata stessa dell’evento è come se divenisse una “edizione fisica” di questo giornale che tanto amiamo. Non carta, ma un luogo (il Castello Carlo V in Lecce), non l’edizione quindicinale ma una data (20 ottobre 2007), non parole scritte ma emozioni dirette, contatto umano, comunanza. Vorremmo che tutti i nostri lettori, che da anni ci seguono con tanta attenzione, stima e affetto, fossero presenti a questa VI edizione che ci attende. Così come tutta la redazione vi prenderà parte, non può mancare l’altra metà anima del nostro giornale: voi lettori. Lo spirito che ci muove, anche affrontando tante difficoltà, superando le brutture che mai mancano, gli affanni, le burrasche che arrivano ma non ci piegano, lasciando anzi dentro il cuore con quel loro passaggio inquieto un senso di maggiore certezza, ecco, quello stesso spirito che vive in noi e che nutre Euromediterraneo, è trasfuso nel “Sallentum”. Con umiltà, con onestà intellettuale, con semplicità. Non offriamo sfarzi e fronzoli, non propiniamo spettacoli e arcobaleni. Solo il nostro amore per questa Terra, per il lavoro che facciamo e per il desiderio di testimoniare una condivisione possibile.

Il Salento è pietra, il Salento è mare, è il fuoco che arde nei campi le stoppie, è l’ulivo generoso che diventa regina con le sue tele stese nel raccolto. Il Salento è madre e padre, sono i nostri avi che con le loro mani rugose e stanche hanno reso fertile anche la terra più impervia. Il Salento è culla e condanna. Tanti di noi fuggono lontano per trovare altro asilo, nuova linfa, un lavoro, il successo, ma nessuno dimentica il luogo delle proprie radici, perché solo da lì nascono i fiori. Il Salento è la nostra stessa anima, è l’idea di noi stessi, del nostro stare al mondo e confrontarci con la vita. Ecco perché lo amiamo. Ecco perché il successo di un salentino è il successo di tutti. Ecco perché è sterile volere – come tanto spesso accade – che nessuno realmente emerga, preferendo la piattezza generale piuttosto che il dover “subire” la crescita di qualcun altro: questa è la nostra grande debolezza, il nostro limite profondo.

Il Salento siamo noi, uno per uno, nome per nome. Coloro che verranno premiati in questa VI edizione del Premio Sallentum, così come quelli che lo sono stati nelle precedenti edizioni, sono per tutti i salentini fonte di orgoglio. Questo è il Salento che amiamo.

 

 


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