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In ricordo di Bruno Volpe
  
di Giuseppe FLORIO

IN RICORDO DI BRUNO VOLPE

Se Mesagne potesse disporre di un immaginario modesto pantheon dei propri ascendenti, Bruno Volpe, scomparso nello scorso uggioso Settembre, ne occuperebbe uno spazio perché costretto, malvolentieri, dalla propria biografia, ma vi starebbe da solo, in una stanzetta illuminata, con sincera autosufficienza.

La storia della sua vita era stata quella del suo elettrocardiogramma; piena di picchi che ne avevano caratterizzato il carattere appunto sanguigno nel bene e nel male, addirittura cruento con chi gli si parava innanzi per avversarlo, ovviamente cordiale con il compagno; ingaggiava dispute che tramutava in duelli simbolici ma efferati, o stringeva vincoli saldissimi di sodalizi che o avrebbe mantenuto fino alla fine o avrebbe rotto per sempre. Proprio il pugnace cuore gli è stato infine infedele.

Un uomo di tal fatta vive circondato da amici – non molti – ma vive solo, e muore solo. Ci fa specie, dunque, l’onore riservatogli dall’Amministrazione Comunale che gli ha allestito l’Aula Consiliare come camera ardente; e i discorsi infiorati di retorica che avrebbero suscitato la sua più burbera ironia. Egli non usava recarsi ai funerali e quindi immaginiamo che, se avesse potuto, si sarebbe laicamente rifiutato di presenziare alla stolida cerimonia in pompa magna; certamente non vi avrebbe voluto nessuno. Forse avrebbe voluto salutare i vecchi e nuovi compagni socialisti raccontando ancora una volta la sua significativa esperienza di partigiano, le storie di Radio Bari, la morte del figlio di Tommaso Fiore spirato praticamente tra le sue braccia, le origini ed il lungo percorso di combattente ed amministratore socialista. Vogliamo allora immaginarlo sornione dietro ai baffi d’antan, mentre ascolta l’adorata musica classica e sorseggia le pagine dei suoi mille e mille libri. E ride di noi che lo piangiamo. Urrah!

 

 

 

 


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