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Un appello per la Chiesa di San Sebastiano
  
di Fabio TRUPPI

Gli scavi in Piazza Umberto I

Conosciuta come l’unica vera chiesa barocca di Francavilla Fontana, da anni chiusa al culto, la seicentesca Chiesa di San Sebastiano è in questo periodo protagonista di un sentito e autorevole appello lanciato in sua difesa dal Comitato Pro Chiesa di San Sebastiano e in particolare dal sig. Alessandro Rodia, da sempre attivo nella valorizzazione del ricco patrimonio culturale del territorio. Proposto e divulgato sui quotidiani di questi giorni sotto forma di lettera aperta, l’appello di sensibilizzazione in favore della Chiesa è indirizzato anche e soprattutto a esponenti di rilievo come il Sindaco della Città Dott. Vincenzo Della Corte, S.E. Mons. Michele Castoro Vescovo della città di Oria, il Sen. Dott. Euprepio Curto Senatore della Repubblica e l’On.le Avv. Luigi Vitali Sottosegretario alla Giustizia.

Estrapolando alcuni passi della lettera, si apprende che l’intero complesso monumentale in cui hanno pregato e operato San Pompilio Maria Pirrotti e il Beato Bartolo Longo, per anni ha versato in un grave stato di abbandono, di degrado e in un preoccupante dissesto statico rappresentando una forte incognita per la sicurezza. Negli anni trascorsi il Comitato pro-Chiesa, il Sindaco Della Corte, il Vescovo Castoro e i Padri Scolopi dell’Istituto “San Giuseppe Calasanzio” di Roma, hanno cercato di promuovere diverse iniziative per informare e coinvolgere l’opinione pubblica sul problema e stimolare le diverse Istituzioni al fine di assumere le decisioni e gli interventi indispensabili per frenare il progressivo degrado, giungendo al pieno recupero di un tale capolavoro architettonico.

Nell’aprile del 1999 il Consiglio Comunale di Francavilla ha approvato, con il voto favorevole della sola maggioranza, l’emendamento presentato dal Sindaco che destinava la somma di 100 milioni delle vecchie lire per rilanciare concretamente l’impegno a reperire i fondi necessari al raggiungimento dell’importo complessivo per l’attuazione del progetto di consolidamento e restauro. I finanziamenti ottenuti da tutte le richieste presentate annualmente, non sono stati sufficienti per completare i lavori e le opere previste dal progetto.

I Componenti del Comitato sono sempre più animati dal convincimento che sia dovere morale e storico di tutti non essere meri spettatori passivi, quanto piuttosto protagonisti della rinascita di una ricchezza eccezionale del nostro patrimonio che è stata per secoli fonte di vita, e chiede di poter continuare ancora a essere tale per le nuove generazioni.

Il livello di degrado, inoltre, come già paventato a luglio scorso in un articolo pubblicato sul numero 12 di Euromediterraneo, non riguarda solo le parti strutturali della chiesa come la cupola maiolicata o le decorazioni interne, ma anche tutte le preziose tele che al momento si trovano esposte in un lungo ambiente al primo piano appartenente alla Chiesa dei Cappuccini, in attesa di una sistemazione tanto dignitosa quanto urgentemente adeguata.

 

 

 


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