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Un appello per la Chiesa di San Sebastiano |
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Conosciuta
come l’unica vera chiesa barocca di Francavilla Fontana, da anni chiusa al
culto, la seicentesca Chiesa di San Sebastiano è in questo periodo protagonista
di un sentito e autorevole appello lanciato in sua difesa dal Comitato Pro
Chiesa di San Sebastiano e in particolare dal sig. Alessandro Rodia, da sempre
attivo nella valorizzazione del ricco patrimonio culturale del territorio.
Proposto e divulgato sui quotidiani di questi giorni sotto forma di lettera
aperta, l’appello di sensibilizzazione in favore della Chiesa è indirizzato
anche e soprattutto a esponenti di rilievo come il Sindaco della Città Dott.
Vincenzo Della Corte, S.E. Mons. Michele Castoro Vescovo della città di Oria,
il Sen. Dott. Euprepio Curto Senatore della Repubblica e l’On.le Avv. Luigi
Vitali Sottosegretario alla Giustizia. Estrapolando
alcuni passi della lettera, si apprende che l’intero complesso monumentale in
cui hanno pregato e operato San Pompilio Maria Pirrotti e il Beato Bartolo
Longo, per anni ha versato in un grave stato di abbandono, di degrado e in un
preoccupante dissesto statico rappresentando una forte incognita per la
sicurezza. Negli anni trascorsi il Comitato pro-Chiesa, il Sindaco Della Corte,
il Vescovo Castoro e i Padri Scolopi dell’Istituto “San Giuseppe Calasanzio” di
Roma, hanno cercato di promuovere diverse iniziative per informare e
coinvolgere l’opinione pubblica sul problema e stimolare le diverse Istituzioni
al fine di assumere le decisioni e gli interventi indispensabili per frenare il
progressivo degrado, giungendo al pieno recupero di un tale capolavoro
architettonico. Nell’aprile
del 1999 il Consiglio Comunale di Francavilla ha approvato, con il voto
favorevole della sola maggioranza, l’emendamento presentato dal Sindaco che
destinava la somma di 100 milioni delle vecchie lire per rilanciare
concretamente l’impegno a reperire i fondi necessari al raggiungimento
dell’importo complessivo per l’attuazione del progetto di consolidamento e
restauro. I finanziamenti ottenuti da tutte le richieste presentate
annualmente, non sono stati sufficienti per completare i lavori e le opere
previste dal progetto. I
Componenti del Comitato sono sempre più animati dal convincimento che sia
dovere morale e storico di tutti non essere meri spettatori passivi, quanto
piuttosto protagonisti della rinascita di una ricchezza eccezionale del nostro
patrimonio che è stata per secoli fonte di vita, e chiede di poter continuare
ancora a essere tale per le nuove generazioni. Il
livello di degrado, inoltre, come già paventato a luglio scorso in un articolo
pubblicato sul numero 12 di Euromediterraneo,
non riguarda solo le parti strutturali della chiesa come la cupola maiolicata o
le decorazioni interne, ma anche tutte le preziose tele che al momento si
trovano esposte in un lungo ambiente al primo piano appartenente alla Chiesa
dei Cappuccini, in attesa di una sistemazione tanto dignitosa quanto
urgentemente adeguata.
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