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LO SCHIAFFO/ L'indulto dei miracoli
  
di bruva

L’indulto dei miracoli

Do Nascimento il miracolo questa volta non l’ha fatto, lo ha ricevuto. Un miracolo tutto italiano, quello dell’indulto. Il buon mago brasiliano, fattore semi-occulto di magiche pozioni ed esilaranti soluzioni ai mal mortali, procacciatore di salute e malumori, di fatture nere e bianche, biondino ossigenato che troppo ha irriso e deriso tanta povera gente, oggi è un libero cittadino senza più macchia (quasi) e senza pena (!).

Condannato a quattro anni per truffa aggravata – si parla di guadagni per milioni di euro – insieme alla inossidabile Vanna Marchi e figlia, fuggito nella sua terra natale senza mai aver neppure annusato l’odore della meritata galera, è uomo libero non avendo più alcuna condanna da scontare. L’indulto ha abbreviato la sua pena a meno di tre anni, e dunque non sarà inoltrata la richiesta di estradizione. Nessuno chiederà sia condotto in prigione. La brutta legge che ha aperto le patrie galere ha portato nuova onta nel nostro Paese al senso di giustizia e al rispetto delle vittime, in questo caso tanta gente che ha bruciato soldi e serenità consegnati nelle mani del mago fannullone. A lui, che speriamo ci faccia la magia di sparire per sempre, appena tornato in piena attività chiederemo di fare almeno l’ultimo sortilegio che agisca rapidamente sui nostri imperituri parlamentari, sì da far loro ritrovare il senso del rispetto e della dignità.

Ma per i miracoli veri ci dobbiamo ancora attrezzare.

 

 

 


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