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Perché NO alla missione in Libano |
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La missione dei nostri militari
in Libano viene spacciata per una missione destinata a riportare la pace nel
Libano. Nasce a seguito della risoluzione ONU 1701 che intendeva porre uno stop
alle azioni belliche e che prevede di disarmare le milizie impedendo ulteriore
riarmo. Israele ha sospeso ogni azione ed ha fatto rientrare le proprie truppe
nei confini nazionali, Hezbollah continua la propria attività tranquillamente,
ha rimpinguato i propri arsenali e se verrà attuato un controllo sui traffici,
sarà inutile perché i loro arsenali sono già pieni di armi nuove e più potenti,
come missili con 1000 km di gittata. La missione ONU dovrebbe coadiuvare
l’esercito libanese nel disarmare le milizie, ma i libanesi non hanno nessuna
intenzione di farlo, per cui una parte fondamentale del mandato ONU non sarà
attuata e nessuno dice niente. A cosa serve, quindi, la missione militare?
Impedire che Israele ritorni sui suoi passi ed invada nuovamente il Libano? Non
certo ad impedire che Hezbollah lanci missili o attui altre azioni
terroristiche. Israele non ha nessun interesse
ad invadere il Libano se non come ultima spiaggia in caso di reiterazione delle
azioni terroristiche. Hezbollah, di contro, ha un obiettivo da perseguire:
distruggere Israele. È nato per questo, vive per questo e fa morire i propri
seguaci per questo. Che cosa possiamo aspettarci, che smettano ora? E se
faranno qualche azione contro Israele, cosa dovranno fare i nostri militari? Lo
scopo reale non è bloccare il terrorismo di Hezbollah, ma impedire la reazione
israeliana in territorio libanese a seguito di nuove azioni terroristiche, perché i cattivi sono gli israeliani, non
gli assassini che colpiscono civili inermi colpevoli solo di essere Ebrei.
Lasciamo le armi alle milizie e, prima o poi, riprenderanno le loro attività. La questione è: Hezbollah vuole
essere un partito politico o un gruppo terroristico? Non può essere entrambe le
cose per cui o si disarma, e fa politica civile e democratica, o fa terrorismo.
Sicuramente non rinuncerà alle armi perché sono il mezzo che, nella loro follia
fanatica, vedono per far trionfare l’islam, al pari di Al Qaida. Il mandato ONU
deve essere di disarmare e impedire il riarmo delle milizie, e basta. E ci
facciamo prendere in giro dalla Siria che pretende che eventuali controllori
sul confine debbano essere disarmati e senza uniforme: e mentre tutti ci
pensano e ripensano, tonnellate e tonnellate di armi sono passate fino a riempire
gli arsenali (da fonti intelligence tedesche). Ci stanno deridendo, stiamo
rendendo ridicoli i nostri Militari che hanno conquistato sui teatri di
intervento di tutto il mondo prestigio e dignità, pagando un salato prezzo di
vite umane, visto che non solo da lì passeranno le armi. Infatti è già
dimostrato che tolto il blocco navale degli israeliani, che sanno perfettamente
come lo si deve fare e lo fanno bene, le nostre navi bordeggiano al largo o
turacciolano alla fonda, mentre piccole barche da pesca, navigando nottetempo
lungo la costa che conoscono a menadito, trasportano batterie di razzi, bombe,
esplosivi e munizioni dove serve. Noi stiamo lì a “monitorare” le
acque, con mezzi straordinari, portaerei, cacciatorpediniere,
cacciabombardieri, mancano solo i sommergibili, e loro caracollano con
barchette da pesca che noi non abbiamo il mandato per fermare e controllare, ma
anche se l’avessimo come faremmo a fermare barche che navigano in fondali dove
i nostri mezzi non possono avventurarsi? Gli griderebbero fermatevi e
avvicinatevi che vi dobbiamo perquisire? E i nostri soldati a terra se vedono
movimenti sospetti di gruppi armati di tutto punto con pacchi di esplosivo
mentre caricano qualche macchina? Li sgrideranno minacciando di dirlo a Kofi
Annan? Stiamo mandando i nostri migliori uomini e mezzi a fare la figura degli
utili idioti per rivendicare un ruolo internazionale e un presunto prestigio in
politica estera. E se qualche fanatico ne assassinerà qualcuno, cosa faremo?
Cadrà la testa di qualche Generale o Colonnello? Dei politici no, naturalmente!
Per questo bisogna dire no alla missione pagliacciata dove i nostri
professionisti in armi vengono mandati a rischiare la pelle molto più di quanto
si possa, anche pessimisticamente, pensare, con indefiniti compiti di
pattugliamento e “di pace” e ad essere derisi da quattro sciagurati vili e
senza legge pronti a sparare loro alle spalle o a farli saltare con qualche
autobomba.
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