elenco articoli 

La congiura delle armi
  
di Carlo RICCHIUTO

GLI ITALIANI E LE ARMI - QUALE CONGIURA

È fuori dubbio che esista di fatto una discriminazione, nel nostro Paese, verso i possessori di armi; dagli anni ‘70 e più precisamente dal 1975, anno che vide i natali della Legge 110 sul controllo degli armamenti privati in Italia, si sono susseguite una serie sempre più vasta di discriminazioni verso chi ha avuto l’idea insana, a detta di tanti, di detenere presso la propria abitazione, delle armi da fuoco.

Gli anni ‘70 vengono ricordati purtroppo anche per gli efferati attacchi allo Stato ad opera delle Brigate Rosse, il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, al tempo non più attuale, venne integrato con l’emanazione della Legge 110/75, per limitare e meglio controllare la circolazione privata “legale” di armi…. abbiamo messo volutamente legale tra virgolette in quanto fino ad oggi, nessuno pensa al mercato di armi parallelo… il mercato nero delle armi, dove chiunque di noi può venirne facilmente in possesso.

Non si riesce a capire il perché, secondo tanti, l’indisponibilità di armi al cittadino equivalga in qualche modo all’indisponibilità di armi per la malavita, la discriminazione nasce da qui quando di fatto non è così, basti pensare ad una inchiesta trasmessa in un noto programma nazionale, nella quale un giornalista sotto mentite spoglie, riusciva a procurarsi armi, nella fattispecie pistole ed armi da guerra, pistole cioè in dotazione agli operatori di P.S. e questo nelle più grandi città italiane, con pochi soldi, ovviamente in quartieri poco raccomandabili…è andato, ha chiesto e nel giro di pochissimo tempo aveva già i contatti e le armi.   

Ma allora perché esiste questa discriminazione? Esiste una minoranza di personaggi, direttori di telegiornali, quotidiani o quant’altro che addita e paragona il possessore di porto d’armi ad un probabile serial killer, in una configurazione degna di un trattato di psicoanalisi, un maniaco schizoide, lucido, il più delle volte intelligente ed erudito, magari con qualche complesso di inferiorità che, grazie ad un apparato legislativo troppo permissivo, viene troppo facilmente in possesso dei titoli necessari ad acquistare, detenere ed usare armi da fuoco.

Un criminale quindi, un pazzo paragonabile a quanti se ne sentono in televisione, gente che uccide per mezzo delle armi, non ultimo il fatto di quel ragazzo milanese che, in seguito all’uccisione della moglie, della sua vicina di casa e di altri passanti, si è rivolto l’arma contro se stesso…un diverso, gettato in pasto all’opinione pubblica, affamata di bersagli e di vittime sacrificali sulle quali scaricare le proprie ansie e frustrazioni.

Ultimamente la cronaca nera dei nostri telegiornali è stata macchiata da qualche omicidio ad opera di normali cittadini che all’improvviso, quasi come in preda a pazzia o a raptus omicida, hanno ucciso appunto, per mezzo di armi legittimamente detenute… i nuovi mostri.

L’arma è la demoniaca personificazione del male, così come il suo possessore fino a quando, certo, questa non serva a salvaguardare la vita del prossimo o ad evitare una strage, nel qual caso viene benedetta tra preghiere ed incensi nella speranza di un impeccabile funzionamento della sua meccanica ideata e concepita per dare la morte.

Ma allora è l’arma che uccide o è solo un tramite che permette all’uomo di uccidere? Nell’immaginario collettivo è l’arma che uccide, ed allora via a leggi sempre più severe, non pensando che l’essere armato è un diritto del cittadino libero, come disse qualcuno viviamo in una società dove quando le armi sono fuorilegge, solo i fuorilegge hanno le armi. Ed è vero, invece si continua a demonizzare le armi, e non ad esempio i coltelli da cucina di quei due ragazzi di Novi Ligure, utilizzati per tagliare a pezzi la mamma ed il fratellino. Perché non mettere al bando allora tutti i coltelli da cucina ? forse perché la destinazione d’uso è differente? eppure sono stati mezzi tramite i quali si è compiuto un omicidio…e cosa dire allora delle automobili..miliardi di incidenti e di morti a danno di giovani incoscienti in preda all’alcool o peggio ancora sotto l’effetto di droghe, grazie alle quali gli stessi per l’ebbrezza della velocità si suicidano ed uccidono innocenti….in ultimo, il privato cittadino che visti i precedenti viene arrestato quando, armato, difende la propria proprietà privata o la vita dei propri cari da aggressori che diventano immediatamente, come per magia, vittime della società per mano  del pazzo che ricorre alle armi, quando, nell’esercizio delle loro scorribande, si sono visti ferire o uccidere a fronte di una legge che il più delle volte non li avrebbe nemmeno mandati in galera….questo è il nostro “bel Paese”

Bisognerebbe finirla con le discriminazioni, detenere legalmente armi è un diritto dei cittadini liberi, non poterle detenere significa dittatura, significa non libertà….gli incidenti accadono ed accadranno ancora, l’uccidere o il togliersi la vita può essere un atto freddamente calcolato e ragionato .. una semplice scelta, discutibile certamente ma una scelta per la quale, lo strumento che la porterà a termine è semplicemente irrilevante, sia esso una pistola, un coltello o un’auto in corsa perché non è l’arma che colpisce…ma la mano che la impugna, forse la stessa mano che vende droga ai nostri giovani, invitandoli a disintegrarsi con i loro mezzi sulle nostre strade.

 

 


elenco articoli