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Sanità: Maniglio e Silvestris a confronto
  
di Chiara SORINO

Sanità: Maniglio e Silvestris a confronto

Sanità: le controversie non finiscono certamente qui.

Antonio Maniglio, capogruppo consiliare dei Democratici di Sinistra, dichiara, come replica alle dichiarazioni espresse dal gruppo di Alleanza Nazionale sulla sanità pugliese, che quest’ultima “è allo sfascio, perché così è stata ridotta dal duo Fitto-Palese”. E le pretese avanzate da An, quindi, secondo Maniglio, non dovrebbero esistere, soltanto in ragione del fatto che la suddetta forza politica non avesse avuto un gran peso nel governo precedente. In realtà, “la sanità di Fitto ha chiuso reparti importanti e ha declassato strutture ospedaliere di comunità, ha costretto migliaia di persone a ricoverarsi a decine di chilometri da casa, non ha spostato risorse sulla medicina territoriale, ha condito questa controriforma con i ticket”. E Maniglio riporta, a sostegno di quanto dichiara, dei dati oggettivi: sino al 31 dicembre dello scorso anno, mancavano, rispetto alle previsioni avanzate da Fitto, 1569 posti letto per acuti e, addirittura, 2554  posti letto di lungodegenza. La politica innovativa proposta dal centro sinistra, al contrario, punta proprio a superare la distinzione tra polo chirurgico e polo medico, con la finalità ulteriore di riequilibrare i posti letto sul territorio e costruire il nuovo modello sanitario sulla base della medicina territoriale. Tutto – stando a Maniglio – con due differenze macroscopiche rispetto alla precedente legislazione: si discuterà con la maggioranza, raccogliendo, inoltre, suggerimenti ed idee dall’opposizione.

La replica a queste parole è avanzata da Sergio Silvestris, consigliere regionale di Alleanza Nazionale: sarebbe una “spudorata spartizione anche delle più recondite spoglie della sanità pugliese” quella messa in atto dalla sinistra. Con il medesimo paravento, le responsabilità di Fitto, senza considerare come il suo piano non sia stato ancora integralmente attuato. Al di là delle contestazioni, inoltre, avanzate – secondo Silvestris – dal centro sinistra in merito a Domeniconi o al piano Tedesco, la coalizione al governo della regione non si occuperebbe dei reali problemi dei malati, magari in previsione di una spartizione ulteriore.

Giudizi che potranno solo essere giustificati o smentiti dall’operato del centro sinistra, e dal nuovo piano sanitario.

 

 




 

 

 


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