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Parola d'ordine: risanare i conti dello Stato
  
di Mery ALBERTINI

Parola d’ordine: risanare i conti dello Stato

La percezione dei cittadini degli sprechi compiuti dalle amministrazioni dello Stato diviene più forte soprattutto nei confronti della scuola, della burocrazia in senso lato e della gestione delle risorse condotta dagli enti territoriali.

L’invito della Banca centrale europea rivolto agli Stati membri, Italia compresa, di inserire nella legge finanziaria per il 2009 una serie di provvedimenti di contenimento della spesa pubblica, sembrano dare conferma alla sensazione che il nostro non sia un Paese virtuoso nel contrastare lo spreco di risorse.

Il risanamento del bilancio statale sembra essere diventata la questione più urgente e spinosa per il Governo. Le misure necessarie per realizzare tale obiettivo potrebbero comportare, infatti, non pochi, e indolori, cambiamenti negli attuali assetti della pubblica amministrazione, considerata una delle maggiori fonti di spreco.

Nel solco della volontà dell’esecutivo di frenare il fenomeno degli sprechi si inseriscono, dunque, le recenti iniziative dei Ministri Mariastella Gelmini, Renato Brunetta e Roberto Calderoli.

Nelle intenzioni del Ministro dell’Istruzione Gelmini ci sarebbe la volontà di realizzare una riforma della scuola con la quale diminuire l’attuale numero degli insegnanti, 1.300.000 in base alle stime, cercando allo stesso tempo di migliorare la qualità complessiva dell’insegnamento. Secondo il Ministro, infatti, nella scuola primaria non sarebbero necessari tre maestri per assicurare un buon livello d’insegnamento, prospettando così un ritorno al modello tradizionale del maestro unico, considerato una figura in grado di guidare i più piccoli al pari di un genitore. La scelta di tale sistema eviterebbe, inoltre, che circa il 97% del bilancio del ministero sia impiegato solamente per pagare gli stipendi. Se il progetto di riforma dovesse essere varato le retribuzioni degli insegnanti, ha assicurato il Ministro, beneficerebbero di quegli aumenti finora impossibili da attribuire.

Il Ministro per la Pubblica amministrazione Brunetta, di concerto con il Ministro per la Semplificazione normativa Calderoli e del Lavoro Sacconi, starebbe invece lavorando ad un sistema burocratico più snello che consentirebbe di far risparmiare alle imprese da qui al 2012 fino a 25 miliardi di euro senza, tuttavia, abbassare la soglia di tutela destinata ai lavoratori.

Riguardo, infine, il Ministro Calderoli, sarebbe stata raggiunta l’intesa con il Ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, circa le modifiche da apportare alla bozza di disegno di legge sul federalismo fiscale che dovrebbe condurre ad un impiego razionale delle risorse in ciascuna regione.

Si tratta, in altre parole, del tentativo di fare dell’Italia un Paese finalmente efficiente e moderno.

 

 

 


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