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Un destino strano e maledetto, John Fante |
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L’Italia lo
riscatta. Riscatta le sue doti eccezionali di scrittore che ha saputo
raccontare l’emigrazione, l’amore, la disperazione dei falliti. Lui, che in
vita di successo non ne ha avuto molto, finalmente avrà il suo momento di
gloria dopo la morte. Un destino strano,
sì, strano e maledetto quello di John Fante, ottimo scrittore ma con poche
soddisfazioni. Strani casi della vita. Scrittore americano, ma solo per metà.
Il sangue è anche in parte italiano. E proprio l’Italia, nell’estate che stiamo
salutando, ha voluto omaggiare uno dei suoi tanti talenti. Torricella Peligna,
il paese abruzzese che gli ha dato i natali, ha voluto dedicargli un festival.
E che festival! “Il dio di mio
padre” è il titolo della rassegna organizzata da Giovanna Di Lello, videomaker
già autrice di un documentario su Fante. Il programma ha presentato un concerto
di Vinicio Capossela, la proiezione di “Chiedi alla polvere”, film tratto
dall’omonimo libro, e la presentazione di “Donne donne” di Marco Vichi, grande
fan dello scrittore italoamericano. Perché in molti, come è stato ricordato al
festival, hanno amato Fante alla follia. A partire da Charles Bukowski, che lo
considerava il suo maestro. In Italia, un nome del calibro di Paolo Virzì ha
rivelato che da sempre sogna di girare un film dedicato a John Fante e, di
riflesso, a quei racconti italoamericani carichi di rabbia e nostalgia e
un’appassionata inadeguatezza a ogni luogo. Anche Francesco De Gregori ama i
suoi romanzi. E un outsider della letteratura italiana degli anni ‘80, Pier
Vittorio Tondelli, libertino, dissennato e ai limiti della decenza (e
dell’indecenza) fu influenzato dal ‘collega’ abruzzese. È un evento di
quelli da ricordare, dunque, se per una volta anche un piccolo centro come
Torricella Peligna decide di incensare un suo ‘figlio’ con incontri, reading e
concerti. Un gesto dovuto, sicuramente. Perché Fante ha saputo dar voce a chi
una voce non aveva, gli emigranti italiani fuggiti in America in cerca di
fortuna. Lo scrittore ne ha messo in luce le sofferenze, le umiliazioni subìte
in terra americana, le difficoltà nel ricrearsi una nuova vita sempre con
appresso quel cognome italiano. Proprio ciò che accade ad Arturo Bandini, lo
splendido protagonista di “Aspetta primavera, Bandini” e “Chiedi alla polvere”,
i due veri capolavori di Fante. Una scrittura limpida, a tratti autobiografica,
che mostra il mondo senza retorica e racconta il desiderio di riscatto del suo
grande personaggio Bandini, soffocato in un’America sprofondata nella
depressione. Racconta la magia dei grandi incontri che sanno cambiare la vita
dal profondo, il rimpianto per le vite che si potevano vivere e invece così non
è stato. Una scrittura, insomma, onesta e coraggiosa. Forse anche troppo. E
Fante, per avere guadagni sicuri, fu costretto ad allontanarsi dal suo primo
amore, la letteratura, per dedicarsi a un altro tipo di scrittura, ovvero le
sceneggiature per Hollywood. Lo scrittore di
origini italiane parla spesso, nei suoi romanzi, della terra del padre,
Nicola-Nick, che lasciò Torricella, il paesino sperduto tra il lago del Sangro
e quello di Casoli, nel 1901. Dunque le sue storie raccontano proprio della
difficoltà d’integrazione, del disprezzo dei wasp e una voglia, quasi
ossessiva, di riscatto e di assimilarsi completamente al modello americano. Sta
di fatto che John Fante tornò in Italia solo una volta, almeno pare, per le
riprese di un film che aveva scritto per De Laurentis. Era il 1960, ma giunto
sul suolo italiano non scese dall’auto. Ora è diverso. I figli Victoria e Jim
hanno preso parte al festival abruzzese in suo onore. La fama di John
Fante, in ogni caso, è destinata a crescere. I giovani stanno imparando a
conoscerlo, perché in fondo la vicenda di “Chiedi alla polvere” non si discosta
poi molto dai sogni e dai valori di ciascuno, seppure in tempi diversi.
Recentemente lo sceneggiatore e regista Robert Towne, che conobbe Fante agli
inizi degli anni Settanta, ha realizzato un film, prodotto da Tom Cruise,
proprio ispirato al libro, con l’interpretazione di Colin Farrell nel ruolo di
Arturo Bandini e Salma Hayek di Camilla Lopez.
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