|
|
|
|
Parabita, la Venere salentina |
|
|
Nelle tiepide sere sul finire
dell’estate, quando il rumore della stagione esplosiva pare chetarsi e tornare
al suo splendore fatto di silenzi e lune rosse che confondono il cuore, in
quelle sere d’agosto la bella Parabita, Venere salentina, ha aperto le sue
notti, tra luci e fiori, e finestre affacciate sull’antico, dai balconi donne e
basilico, e arte fatta di cartapesta e colori, palazzi testimoni di passati
ricchi e fulgenti. Il sortilegio di piccoli bagliori ha portato al cielo fiori
d’intarsi pietrosi, bellezze nascoste i vicoli storici di una città fiera e
orgogliosa. E musica, teatro, danza, poesia, carta narrante. Tutto questo ha
offerto Parabita, con eleganza e gentile accoglienza. Questo è stato Arte in Parabita, evento organizzato dall’omonima Associazione, guidata dal sindaco Adriano Merico e composta di giovani menti brillanti e capaci, determinati a far fiorire la cultura di un Salento che si riconosce nella sua storia, non nei richiami chiassosi, nella compostezza dell’essere se stessi e offrirsi puri. Aver potuto assistere
(gratuitamente è un dato importante) a spettacoli davvero importanti, come
quello dei Kataklò è stato un dono di cui esser grati. Nel porre in
scena Indiscipline, i Kataklò, gruppo di giovani atleti olimpionici, hanno e Indimenticabile, Movin Melvin’
Brown. La voce blues, la danza sapiente, il tip tap di piedi di farfalla,
quei suoi occhi che parevano invocare Dio in un canto che era preghiera e animo
profondo. Lui che ha lavorato con i più grandi artisti del mondo possedeva
l’umiltà dell’essere autentico, talento puro che ricambia il dono del cielo
offrendosi agli altri con amore. La sapiente chitarra di Domenico
Del Giudice, uno tra i chitarristi italiani più apprezzati a livello
internazionale; la straordinaria Joy Garrison; il felice e coinvolgente
gospel dell’Afro-american Music Family Gospel; i passi gentili degli
etoile del corpo di danza Balletto del Sud, ammirati nel corso del Gran
gala inaugurale; la danza leggiadra del Balletto Mediterraneo esibitosi
nello spettacolo Dall’alba al tramonto. Ecco citati solo alcuni degli
eventi susseguitisi dal 28 agosto al 3 settembre scorso. E poi Michele Placido,
che di Arte in Parabita è stato anche “collaboratore artistico”. Ha
accompagnato sul palco un gruppo di giovani attori appena diplomati
all’Accademia Silvio D’Amico, rappresentando alcune delle più belle scene dei
capolavori di Shakespeare: Romeo e Giulietta, Macbeth, Otello. Placido, voce narrante, regista
in scena, ha offerto la lettura di alcuni passi dell’Amleto, del Giulio Cesare
(il discorso di Antonio), e del V canto dell’inferno dantesco ha recitato
l’infelice amore di Paolo e Francesca. Visionaria bravura d’attore che sa
portare in vita le parole e renderle oggetto che si tocca e che emoziona. Un successo reale quello di Arte
in Parabita, un’offerta culturale di altissimo livello che rende onore al
Salento.
|
|
|
|
|