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Parabita, la Venere salentina
Straordinario successo dell'evento "Arte in Parabita"   
di Valeria BRUNO

Arte in Parabita

Nelle tiepide sere sul finire dell’estate, quando il rumore della stagione esplosiva pare chetarsi e tornare al suo splendore fatto di silenzi e lune rosse che confondono il cuore, in quelle sere d’agosto la bella Parabita, Venere salentina, ha aperto le sue notti, tra luci e fiori, e finestre affacciate sull’antico, dai balconi donne e basilico, e arte fatta di cartapesta e colori, palazzi testimoni di passati ricchi e fulgenti. Il sortilegio di piccoli bagliori ha portato al cielo fiori d’intarsi pietrosi, bellezze nascoste i vicoli storici di una città fiera e orgogliosa. E musica, teatro, danza, poesia, carta narrante. Tutto questo ha offerto Parabita, con eleganza e gentile accoglienza.

Questo è stato Arte in Parabita, evento organizzato dall’omonima Associazione, guidata dal sindaco Adriano Merico e composta di giovani menti brillanti e capaci, determinati a far fiorire la cultura di un Salento che si riconosce nella sua storia, non nei richiami chiassosi, nella compostezza dell’essere se stessi e offrirsi puri.

Aver potuto assistere (gratuitamente è un dato importante) a spettacoli davvero importanti, come quello dei Kataklò è stato un dono di cui esser grati. Nel porre in scena Indiscipline, i Kataklò, gruppo di giovani atleti  olimpionici, hanno espresso la magia di corpi che si fanno arte, con un’energia che è propria della vita lieta e forte, nella perfezione di ogni gesto, nello stupore coreografico che compone sport, danza e poesia. Uno spettacolo straordinario, che tutto il mondo acclama.

Indimenticabile, Movin Melvin’ Brown. La voce blues, la danza sapiente, il tip tap di piedi di farfalla, quei suoi occhi che parevano invocare Dio in un canto che era preghiera e animo profondo. Lui che ha lavorato con i più grandi artisti del mondo possedeva l’umiltà dell’essere autentico, talento puro che ricambia il dono del cielo offrendosi agli altri con amore.

La sapiente chitarra di Domenico Del Giudice, uno tra i chitarristi italiani più apprezzati a livello internazionale; la straordinaria Joy Garrison; il felice e coinvolgente gospel dell’Afro-american Music Family Gospel; i passi gentili degli etoile del corpo di danza Balletto del Sud, ammirati nel corso del Gran gala inaugurale; la danza leggiadra del Balletto Mediterraneo esibitosi nello spettacolo Dall’alba al tramonto. Ecco citati solo alcuni degli eventi susseguitisi dal 28 agosto al 3 settembre scorso.

E poi Michele Placido, che di Arte in Parabita è stato anche “collaboratore artistico”. Ha accompagnato sul palco un gruppo di giovani attori appena diplomati all’Accademia Silvio D’Amico, rappresentando alcune delle più belle scene dei capolavori di Shakespeare: Romeo e Giulietta, Macbeth, Otello.

Placido, voce narrante, regista in scena, ha offerto la lettura di alcuni passi dell’Amleto, del Giulio Cesare (il discorso di Antonio), e del V canto dell’inferno dantesco ha recitato l’infelice amore di Paolo e Francesca. Visionaria bravura d’attore che sa portare in vita le parole e renderle oggetto che si tocca e che emoziona.

Un successo reale quello di Arte in Parabita, un’offerta culturale di altissimo livello che rende onore al Salento.

 

 


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