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VERDErame
  
di Giuseppe FLORIO

IL VERDERAME

La clamorosa decisione assunta qualche anno addietro da un’accolita di mesagnesi – parenti e amici tra di loro – di costituirsi in partito politico e impossessarsi del nome dei “Verdi” trova oggi una seconda ribalta.

La prima fu in occasione delle scorse elezioni amministrative quando i Verdi, per mettersi alla prova, candidarono il proprio leader (nonché capofamiglia) nelle liste di Rifondazione Comunista. Il risultato sancì  un eclatante disastro, ammontando le preferenze raccolte a 15 (quindici) su un totale per il centrosinistra di novemila (9000). Il prosieguo assicurò il divertimento: il Sindaco eletto, Mario Sconosciuto, mostrando di essere persona generosa e simpatetica, si peritò di invitare al tavolo di formazione del governo della Città finanche il partito dei Verdi, nonostante ne esistessero sì e no la bandiera, un’insegna e, appunto, 15 volenterosi tra dirigenti, iscritti e simpatizzanti. Il pater familias, con rara tempistica, proprio alla prima riunione chiese una delega assessorile per rivendicare, disse, maggiore visibilità, maggiore, supponiamo, di quella che gli impietosi elettori gli avevano concesso. Le risate degli astanti soffocarono a stento la rabbia del Primo Cittadino che, forse per la prima volta nella sua tenera e religiosa esistenza, si creò un nemico: sbattè fuori dalla maggioranza i Verdi appena entrativi, cacciando così i mercanti che avevano profanato il Tempio. Oggi, a distanza di tre anni, apprendiamo che la lunga marcia è finita. La famiglia politica dei Verdi, che quasi ogni settimana lasciava tracce di sé sulla stampa locale grazie alla sponda di giornalisti compiacenti inclini a pubblicare ogni calunniosa porcheria intestata come “COMUNICATO STAMPA” e rivolta contro l’Amministrazione, è ritornata nel centrosinistra. Ancora una volta il divertimento è assicurato, almeno lette le prime battagliere immemori dichiarazioni del segretario cittadino dei Verdi: Vogliamo maggiore visibilità. Il leit motiv, come un tic dei nervi che affligge questo atomico partito politico, se non fosse offensivo nei confronti dei cittadini elettori sarebbe di un candore disarmante per l’ingenuità effusa. Ci dispiacerebbe, però, se l’inossidabile multicolore coalizione di centrosinistra, nel disperato tentativo di aggiungere un tocco di verde al proprio iride, dovesse guadagnare strie di ossido, brani di penoso verderame.

 

 

 


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