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La clamorosa decisione assunta
qualche anno addietro da un’accolita di mesagnesi – parenti e amici tra di loro
– di costituirsi in partito politico e impossessarsi del nome dei “Verdi” trova oggi una seconda ribalta. La prima fu in occasione delle
scorse elezioni amministrative quando i Verdi, per mettersi alla prova,
candidarono il proprio leader (nonché capofamiglia) nelle liste di Rifondazione
Comunista. Il risultato sancì un
eclatante disastro, ammontando le preferenze raccolte a 15 (quindici) su un
totale per il centrosinistra di novemila (9000). Il prosieguo assicurò il
divertimento: il Sindaco eletto, Mario Sconosciuto, mostrando di essere persona
generosa e simpatetica, si peritò di invitare al tavolo di formazione del
governo della Città finanche il partito dei Verdi, nonostante ne esistessero sì
e no la bandiera, un’insegna e, appunto, 15 volenterosi tra dirigenti, iscritti
e simpatizzanti. Il pater familias,
con rara tempistica, proprio alla prima riunione chiese una delega assessorile
per rivendicare, disse, maggiore
visibilità, maggiore, supponiamo, di quella che gli impietosi elettori gli
avevano concesso. Le risate degli astanti soffocarono a stento la rabbia del
Primo Cittadino che, forse per la prima volta nella sua tenera e religiosa
esistenza, si creò un nemico: sbattè fuori dalla maggioranza i Verdi appena
entrativi, cacciando così i mercanti che avevano profanato il Tempio. Oggi, a
distanza di tre anni, apprendiamo che la lunga marcia è finita. La famiglia
politica dei Verdi, che quasi ogni settimana lasciava tracce di sé sulla stampa
locale grazie alla sponda di giornalisti compiacenti inclini a pubblicare ogni
calunniosa porcheria intestata come “COMUNICATO STAMPA” e rivolta contro
l’Amministrazione, è ritornata nel centrosinistra. Ancora una volta il
divertimento è assicurato, almeno lette le prime battagliere immemori
dichiarazioni del segretario cittadino dei Verdi: Vogliamo maggiore visibilità. Il leit motiv, come un tic dei nervi
che affligge questo atomico partito politico, se non fosse offensivo nei
confronti dei cittadini elettori sarebbe di un candore disarmante per
l’ingenuità effusa. Ci dispiacerebbe, però, se l’inossidabile multicolore
coalizione di centrosinistra, nel disperato tentativo di aggiungere un tocco di
verde al proprio iride, dovesse guadagnare strie di ossido, brani di penoso verderame.
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