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Il Salento che "vola" |
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Storie salentine/ La forza dell’imprenditorialità
intelligente Un ultraleggero Made in Salento, il sogno di Enrico Grasso È la storia di un Salento diverso, una storia fatta di
entusiasmo e forza, determinazione caparbia. Riserva sorprese, a volte, questo
nostro Salento, forse perché sottovalutato, poco conosciuto. Così, eccoci a
Galatone, piccola provincia di Lecce: 11 anni di vita ripercorsi da Enrico
Grasso È qui, dunque, che le tanto
abusate parole quali innovazione, sviluppo, investimenti, ricerca
sono una realtà tangibile e sorprendente, come straordinaria è la voglia di
rinnovarsi, non accontentarsi. STIMA adesso è pronta per “volare”. Se si chiede ad Enrico Grasso che cosa ha in mente, egli,
quasi schivo in quel suo sorriso leggero, rispondendo con un “ … niente,
niente” indica il progetto di un piccolo aeroplano: “è il mio sogno”. Per
questo l’azienda ha aperto le porte al territorio: il 16 luglio scorso si è data
l’opportunità di conoscerla, ed apprezzarla. È in cerca di nuovi partner, per
realizzare il sogno di un Salento che vola: con un ultraleggero dalla linea
aerodinamica, per gli appassionati; costerebbe intorno ai 100mila euro, poco
più di una lussuosa macchina e poi, chissà, si può pensare a veicoli-taxi e a
tante nuove opportunità per il Salento. Un’idea che affascina, che conquista.
Un progetto in cui crede fortemente tutto il gruppo della STIMA, composto da
molti giovani brillanti tra i quali i figli stessi di Grasso, come Cristina, ed
ingegneri come Natalì Giannì, laureatasi a Lecce, la cui testimonianza
sottolinea ulteriormente la lungimiranza delle linee strategiche della STIMA. “L’azienda è
come un neonato, una creatura – dice Grasso – l’abbiamo fatta crescere con
cura, attenzione, grande impegno. Oggi
è pronta a fidanzarsi: per questo abbiamo aperto le nostre porte,
abbiamo detto “questa è la nostra dote”, abbiamo invitato numerosi imprenditori
per verificare se questa attività possa sposarsi con altre in un consorzio di
imprese, per offrirsi al mercato in modo solido e competitivo”. Ecco il nuovo
passo della STIMA, che ulteriormente la distingue sul territorio: superare
l’individualismo, cercare strategie comuni, fare sistema. Ma … “da noi spesso
gli imprenditori sono come il contadino che preferisce zappare il proprio orto
e rimanere autonomo anziché associarsi e condividere alcune idee. È un po’
difficile. Ma abbiamo l’obbligo di discutere e confrontarci; il futuro delle
imprese sta proprio in questo. Noi
vorremmo trovare altre aziende, ognuna con un lavoro specializzato, che
sposassero un obiettivo più grande. Da soli non si può fare niente, rimarremmo sempre piccoli e facilmente
attaccabili dalla concorrenza”. Salvatore De
Riccardis condivide appieno questo progetto. Da tempo l’Assindustria leccese si
è resa disponibile al dialogo e l’apprezzamento della STIMA da parte del suo
Presidente ne è testimonianza. “Dobbiamo fermarci, riflettere e capire che lo
‘stare insieme’ è determinante, che è quella la direzione da intraprendere –
dice De Riccardis - Ci sono delle difficoltà oggettive nel creare consorzi, io
stesso ho partecipato ad uno di essi. Ma trattandosi di un cambiamento
culturale, dobbiamo imparare a sopportare le fisiologiche lentezze e difficoltà. L’Associazione industriale ha il dovere di
promuovere questi concetti, così come i mezzi di comunicazione hanno il compito
di aiutarci a farlo. Tutti insieme dobbiamo adoperarci per raggiungere
risultati importanti”. Non è un caso che la STIMA si sia
specializzata nel comparto aerospaziale. Ricorda il Prof. Federico Pirro,
ingegnere docente dell’Università di Lecce e Bari, presente anche lui all’“open
house”, l’arrivo a Grottaglie dell’Alenia, la presenza sul territorio
salentino, a Brindisi in particolare, di alcune delle più grandi industrie
aeronavali come l’Avio o l’Agusta Westland, una delle più grandi fabbriche al
mondo di elicotteri. “Tutti pensano che il Salento abbia solo il TAC, che pure
è un settore fondamentale per l’economia – afferma Pirro - ma questa terra
vanta anche ed in modo eccellente: meccanica, agroalimentare, legnomobilio,
imprese di costruzione, information tecnology; e se poi andiamo a comparare i
dati del Salento con quelli di altre province meridionali e nazionali, scopriamo
che esso è più avanti in tanti settori proprio per numero di addetti. La
marginalità geografica non significa marginalità economica”. “Le potenzialità in termini di
lavoro ed investimenti sono straordinarie – continua il Prof. Pirro – Basti
pensare all’esempio dell’ILVA di Taranto, la più grande d’Italia nel settore
manifatturiero, ma anche la più grande fabbrica siderurgica d’Europa. La
settimana scorsa ha presentato un piano d’investimenti per 1852 milioni di euro
che prevedono altre mille assunzioni tra cui ingegneri siderurgici”.
Impegnandosi, peraltro, a promuovere la formazione professionale specializzata,
ancora totalmente assente. Sempre più spesso però la
politica non accompagna adeguatamente questi percorsi, là dove non li ostacola
addirittura. È il caso di Brindisi, dove si sta giocando una partita importante
per tutto il territorio. “Mettiamola così: aiutiamo i politici a far crescere
la Puglia – è il commento di Pirro – Io sono a favore del Rigassificatore. Mi
auguro che la battaglia politico-culturale si intensifichi, elevando il suo
profilo. Nel caso specifico di Brindisi, dove, a mio parere, si sta commettendo
un errore rifiutandone la realizzazione, è proprio questo che va fatto”.
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