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Parlamentari d'oro |
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Parlamentare italiano: dopo 35 mesi di attività pensione d’oro Lavoratore italiano: dopo 35 anni di attività pensione
incerta e da fame Bello è parlar di Patria e santa Libertà …. “e quanno a
panza è chiena ‘o fatto po’ passà! Ma quanno è vacante a panza e nun tiene e
magnà, te schiaffe ngoppa a panza a patria e a libertà”. L’aforisma, recitato da un intelligente e colto amico
napoletano, ha riassunto e commentato l’invito al patriottismo che il nostro
Presidente Ciampi ha rivolto agli italiani. Paradossale l’invito al
patriottismo, paradossale l’invito dei nostri politici ad una maggiore
competitività, a maggiori consumi mentre si profilano riduzioni delle pensioni
già da tempo stagnanti, degli stipendi e delle paghe. Che in Italia si predichi “male” e si razzoli bene
(parafrasando un noto adagio popolare) è un fatto entrato a far parte
integrante del DNA della classe politica di questa nostra Italia ormai prossima
al collasso economico. Che l’Italia sia sempre più povera, che aziende floride,
ben gestite, tecnologicamente avanzate, presenti con le proprie esportazioni in
tutto il mondo, sono oggi costrette a ridurre le lavorazioni, a chiudere o, per
sopravvivere, a trasferirsi in altri Paesi è un fatto ormai noto e tristemente
attuale. Che la Cina, l’India e quant’altri hanno invaso i nostri mercati con
E mentre si elargisce tutto questo, la povertà aumenta;
mentre si spreca il denaro pubblico, si chiede agli italiani di essere
patriottici, di essere più competitivi mentre le pensioni, gli stipendi, le
paghe non sono più sufficienti a garantire l’acquisto dei beni necessari alla
sopravvivenza. Si predica bene ma si razzola veramente male. Paradossale
è il fatto che un parlamentare dopo 35 mesi di attività ha diritto alla
pensione, mentre si obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (solo per
ora!), con pensioni, alla fine di una vita laboriosa, al limite della
sopravvivenza. Al contrario, l’esercito dei nostri parlamentari tra tocchi,
ritocchi, rimborsi, indennità varie, raggiunge la ragguardevole cifra mensile
di circa 20mila euro pari a circa 40 milioni delle vecchie, gloriose lire. Ai
quali naturalmente vanno aggiunti vari “fringe benefit”: dal telefonino
cellulare, agli aerei, ai treni, metropolitane, autostrade, teatri, cinema,
assicurazioni varie, ed auto blu con autista e scorte varie. Un quadro poco
edificante per gli italiani se si pensa che questa nostra classe politica non
ha nemmeno il pudore di evitare l’ostentazione di quanto loro elargito
copiosamente, considerando il tutto loro dovuto perché cittadini eletti dal
popolo e quindi di “Classe A”. Da oggi e fino
alle elezioni politiche assisteremo alla feroce battaglia di questi signori per
la conquista della famosa poltrona: sapranno sicuramente, dalle vetrine
mediatiche, imbonire gli italiani promettendo un’Italia nuova, ricca e
prosperosa, dove i giovani troveranno lavoro e grandi possibilità per il loro
futuro. E questo avverrà da tutte le parti: bianchi, rossi, verdi, da destra e
da sinistra, con dichiarazioni e contratti firmati con gli italiani, con visi suadenti,
espressioni sicure e confortanti. Da quelle vetrine mediatiche l’Italia avrà le
soluzioni a tutti i problemi: intanto continuando a pagare il canone TV per
concedere loro la possibilità di continuare a blaterare. Un fatto è certo, il Popolo italiano non sentirà mai un
parlamentare dissociarsi o dirsi non d’accordo allorché, quasi sempre in
sordina, in Parlamento si aumentano il proprio stipendio. E che siano verdi,
bianchi, rossi, di destra o di sinistra, sono tutti d’accordo, anche se
l’aumento che di solito si accordano, rappresenta il triplo o il quadruplo
della pensione sociale di uno di quei tanti poveri italiani che stentano a
sopravvivere e ai quali si chiede patriottismo e sacrifici. Così come il primo atto del nuovo Presidente della Regione
Puglia è stato quello di aumentare gli assessorati, le varie presidenze e
soprattutto gli stipendi di tutti: sempre e comunque in nome del popolo
pugliese che li ha votati. Per non pagare il tiket sanitario in Puglia, nuovo
atto della Presidenza, occorre non superare il reddito annuo di 20mila euro,
vale a dire molto meno di quanto costa al contribuente italiano un deputato
nell’arco di un mese. Credo che a questo punto ogni commento sia veramente
ridicolo e superfluo. Si predica bene e
si razzola male! E così lo Stato, per il quale si reclama un patriottismo
più sentito, non ha mai fatto sapere agli italiani quanto costa ogni anno far
mangiare gratis, nel ristorante di Montecitorio, tutta la classe politica
italiana (630 politici oltre ad un esercito di portaborse); quanto costa la
Camera dei Deputati, il Senato, il Quirinale, le residenze estive, invernali,
etc, etc, etc. Sarebbe interessante far conoscere ai cittadini e rendere di
pubblico dominio quanto costa ad ogni contribuente mantenere un simile apparato
e i lussi e le ricchezze nei quali vivono Presidenti, politici, dirigenti tutti
dei vari apparati politici del nostro Paese. Sarebbe interessante far sapere
che solo Montecitorio (con 1900 dipendenti) costa agli italiani più del
bilancio dello Stato della Mongolia, il doppio del prodotto totale di San
Marino. Così il Sole 24ore ha stimato che la spesa complessiva dell’apparato
politico italiano per i suoi 630 deputati costa al contribuente 2,3milioni di
euro l’anno per ogni deputato eletto (per un assurdo totale di circa
1.300miliardi di vecchie, gloriose lire!). Stima certamente inferiore a quella
reale. Sarebbe forse democratico cominciare dall’alto a fare del
patriottismo riducendosi i propri emolumenti, evitando lussi inutili, i tanti
sprechi di danaro pubblico di vario tipo? Una riduzione che, se fatta,
risolverebbe certamente molti problemi di povertà, di ricerca nei vari campi
della scienza o devolverla in sussidi idonei atti a scongiurare l’indigenza dei
concittadini al limite della sopravvivenza. Una riduzione che servirebbe a dare
l’esempio, a dare un segnale che i tempi duri richiedono ma anche un segno che
per una volta, una sola volta, il Popolo italiano si trova di fronte ad una
classe dirigente capace, responsabile, democratica e soprattutto civile. È
un’utopia! Di questo l’Italia è cosciente, perché mai i nostri politici
rinunceranno ai tanti privilegi, sicuri come sono che nessuno mai potrà
togliere loro ciò che si sono ampiamente accreditato in nome del Popolo
italiano che li ha eletti. I nostri migliori professionisti, la nostra migliore
gioventù, i nostri migliori cervelli, le nostre prestigiose aziende abbandonano
l’Italia portando altrove preparazione, intelligenze, capacità scientifiche,
capacità organizzative e commerciali. Noi rimarremo qui, a lottare pagando i lussi dei nostri
politici che viaggeranno comunque in lussuose macchine e in lussuosi panfili
esibendo impunemente le loro scarpe pagate migliaia di euro e questo per
sottolineare il loro patriottismo, naturalmente! E alla faccia e sulla pelle di
noi tutti.
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