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Comune, maggioranza balleria. Altri indipendenti
  
di Eliseo ZANZARELLI

Come un fulmine a ciel sereno

Come un fulmine a ciel sereno. Così è stata accolta la dichiarazione resa nel Consiglio Comunale dello scorso 9 luglio con cui tre ex aennini hanno dichiarato di essersi costituiti in gruppo consiliare indipendente dalla restante parte della maggioranza di centrodestra che, pur a stento, tra mille complicazioni, regge ancora le sorti della città. Luigi Modugno, Marco Vadacca e Maurizio Masi, quest'ultimo già in precedenza dichiaratosi indipendente da AN, tutti facenti capo al circolo cittadino “Partecipazione”, hanno dato vita al gruppo “Patto sociale per Brindisi”, spiegando anche i motivi della decisione, “frutto di un serio bilancio politico e di una seria approfondita autocritica”. Si tratta dell'ennesima defezione in seno alla massima assise, che solo qualche tempo addietro aveva rappresentato teatro dell'indipendenza di tre forzisti – Franco Funtò, Vito Gallone, Giampaolo D'Onofrio – oggi appena di rientro in maggioranza dopo la persuasiva mediazione di Mennitti.

I tre ex aennini, nella relazione esposta dal capogruppo Modugno, hanno denunciato uno scarso operato generale dell'Amminstrazione Mennitti in questi tre anni, in particolare avendo riferito che del periodo in questione la gente terrebbe ben a mente due sole attività tangibili: la lotta spietata contro il rigassificatore e la riapertura del Teatro Verdi. Ed hanno indicato gli obiettivi primari per il loro nuovo gruppo nel biennio a venire: la riapertura del centro di aggregazione per anziani, minori e disabili; la riduzione nell'impiego del carbone per la produzione energetica; un'occupazione stabile e non precaria come quella dei grandi centri commerciali; adeguati interventi in tema di mobilità urbana e sicurezza stradale. Incassato il colpo, il Consiglio, che era stato convocato per l'approvazione del conto consuntivo, è stato poi sospeso, rimandato a dopo la riunione dei capigruppo. Alla sospensione sono seguiti i commenti di coloro che dalla fuoriscita del trio erano stati direttamente od indirettamente toccati.

Così vi è stata l'esternazione di Massimiliano Oggiano, capogruppo di AN in Consiglio - rimasto a capo di se stesso, del Presidente del Consiglio Di Donna e di Mario Criscuolo – , il quale si è dichiarato sorpreso del fatto verificatosi, non preceduto da avviso o sentore alcuno, ed amareggiato per il metodo adottato dai colleghi. Adirato per l'accaduto anche il Presidente provinciale di AN, sen. Eupreprio Curto, il quale ha parlato di “bassissimo livello di etica politica ed istituzionale oggi riscontrabile in alcuni”. Per nulla scandalizzato per l'accaduto, “tali fatti non sono nuovi allo scenario politico” ha fatto sapere, non ha piuttosto accettato le modalità dell'improvviso gesto, maturato senza previo chiaro e leale confronto all'interno del partito. Riferitosi esplicitamente alla vicenda dei tre fuoriusciti di FI, il senatore ha poi escluso qualsiasi ipotesi di rientro nel partito da parte di chi, a quel modo, se n'è tirato fuori. Neppure a seguito di documenti-intesa dallo stesso primo cittadino stipulati con gli indipendenti ed inoltrati alle segreterie politiche.

A rischio commissariamento o scioglimento è ora lo stesso circolo aennino “Partecipazione”, “covo” dei dissidenti. Dal canto suo Mennitti, ancora una volta (era successa la stessa cosa in occasione del forfait dei tre ex forzisti), ha detto di non voler scendere a compromessi con i nuovi “ribelli”, probabilmente stanco per l'estenuante trattativa intavolata per riportare in maggioranza gli “indipendentisti” ex forzisti. “Se non ci saranno i numeri, si tornerà a votare, ridando la parola agli elettori”, ha detto a caldo. Intanto i maligni, i soliti maligni, sospettano che dietro l'ennesima fuoriuscita vi sia dell'altro, alcune richieste di alcuni consiglieri, i tre ex aennini appunto, scontenti del ruolo finora ricoperto e speranzosi di una trattativa diretta , nel comodo ruolo di aghi della bilancia (sui temi economico-finanzari è richiesto voto favorevole di 21 consiglieri), con il primo cittadino. Solo il tempo e le fantasmagoriche trame della politica “made in Brindisi” potranno però smentire o dar ragione alle dicerie circolanti in città. Di certo c' è che la maggioranza a Palazzo di città spesso “balla”. Terminato un “giro di valzer”, se ne apre un altro.

 

 

 


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