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Il dibattito/ Televisioni e minori |
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Troppa televisione
per i bambini oggi, e la melatonina cala. Due o tre ore al giorno di cartoni
animati, wrestling, fiction, reality show, rischiano di far calare la
produzione di questo ormone che sarebbe in grado di determinare i ritmi di
crescita psicologica di un bambino: è il primo risultato raggiunto da un
esperimento effettuato dall’Università di Firenze. Esasperazione?
Pessimismo “cosmico”? Un fondo di verità c’è … La cattiva qualità
dei programmi televisivi nelle ore più utilizzate dai piccoli spettatori sta
notevolmente accrescendo le generali preoccupazioni. Grande Fratello e affini,
liti studiate a tavolino, immagini volgari affatto educative per minori
dominano incontrastati nei palinsesti televisivi. Il ragazzino può non
solo arrivare a confondere la violenza vera con quella televisiva, a
identificarsi in personaggi violenti e a considerare l’aggressività come il
modo migliore per gestire le situazioni in cui viene a trovarsi in difficoltà,
ma può anche trovarsi davanti a messaggi che, anziché rafforzare i valori, ampliare la conoscenza e sviluppare le
capacità critiche, possono incrementare atteggiamenti distruttivi per se stessi
e per gli altri. La Tv “trash”
continua imperterrita la sua corsa spietata verso l’audience, proponendo
quotidianamente “spazzatura”. L’Auditel non ci aiuta per niente: a quanto pare,
più i palinsesti propongono contenuti per niente in linea con i valori del
rispetto del telespettatore, più raggiungono primati d’ascolto. E addirittura
lo schermo si trasforma in una “baby sitter” ammaliatrice: la solitudine e
l’abbandono inducono i bambini a cercare nella televisione conforto e
compagnia. Si sentono potenti, i ragazzini, confortati dallo scettro del telecomando
che permette loro di sbirciare tra canali e programmi di ogni sorta. Eppure, le
responsabilità vanno oltre le leggi di mercato, e chi si occupa di
comunicazione dovrebbe tenere ben presente che gli effetti di una buona o
cattiva informazione si ripercuotono inevitabilmente sul fruitore, che rischia
di esserne influenzato notevolmente. D’altro canto, però,
non si può negare che la TV possa favorire la crescita e l’educazione,
informare e persino formare attraverso programmi di qualità. La valenza positiva
o negativa della televisione nella crescita dei bambini dipende, dunque, dalla
qualità e dai contenuti delle trasmissioni cui vengono esposti, oltre al tempo
che trascorrono davanti al video. In merito a
quest’ultima, spetta ai genitori valutare se il tempo dedicato dal bambino alla
televisione sia spropositato rispetto alla norma, ma sarebbe, invece, dovere di
chi fa televisione proporre contenuti validi, che stimolino la crescita dei più
giovani, tenendo conto di una delle formule della buona “vecchia mamma Rai”:
“intrattenere, educando”. A Telerama i
condizionali non esistono: l’etica di fare una buona Tv si coniuga
perfettamente con la volontà e il piacere di assistere il minore, di
rispettarlo e di migliorarlo. Partiamo da una semplice domanda che,
paradossalmente, ha il sapore forte della provocazione: quale percezione ha la
nostra società e quale percezione abbiamo noi della dignità personale dei
bambini? Riconoscere ai
bambini la loro dignità personale significa comprenderli da subito come soggetti
attivi, come protagonisti della storia e del mondo, e di conseguenza significa
metterli nelle condizioni di conoscere, di parlare, di dialogare. Essi hanno il
diritto di essere educati, di essere introdotti nella realtà per poterla vivere
in modo gradualmente consapevole e responsabile, e il nostro dovere è quello di
tutelarli. Il dibattito sugli
effetti della TV degradata su adolescenti e bambini va avanti da anni,
supportato da interventi di sociologi della comunicazione, psichiatri di fama
internazionale, che avanzano proposte per migliorare la tanto discussa “scatola
magica”: dal Ministero della Pubblica Istruzione Italiana è giunto proprio di
recente un decreto per la realizzazione di campagne scolastiche a favore di un
uso corretto e consapevole del mezzo televisivo. L’obiettivo è infatti quello
di valorizzare la capacità d’uso della TV, offrire strumenti concreti per
rafforzare le capacità critiche di lettura dei linguaggi radiotelevisivi e le
capacità comunicative nella loro dimensione pedagogica – educativa. Ed è proprio questo
lo spirito del palinsesto di Telerama, che, ancorandosi alla vita quotidiana,
prende le distanze da situazioni “confezionate” ad hoc, dalle favole, dalle
telenovelas, dai reality show … Mixer Media facilita
la crescita e lo sviluppo sociale e culturale dei suoi fruitori, proponendo,
attraverso un impegno multilaterale e assiduo, contenuti validi e formativi.
Basti pensare a CuoreAmico, noto progetto di solidarietà per il Salento che,
attraverso il suo tradizionale salvadanaio, porta un grande aiuto ai bambini
salentini in difficoltà, non solo materiale ma soprattutto umano, di vicinanza,
di amore, e sono loro, i ragazzi, i
protagonisti indiscussi dell’iniziativa. Così, attraverso i
temi sociali, ma anche con un tocco di brio e di divertimento, Telerama rende i
ragazzi interpreti di una “Tv pulita”, in tutti i sensi: dagli spettacoli
scolastici alle competizioni sportive, fino ai concorsi di scrittura, la nostra
Tv è sempre attenta ad immortalare i
momenti più significativi della loro crescita. Esempio di connubio
perfetto tra sociale e spettacolo è stato di recente il “Premio Stefano Costa”,
in memoria del piccolo boy scout di Novoli scomparso in un campo invernale nel
1995. Migliaia di bambini di scuole elementari e medie hanno affrontato con
parole sincere e con disegni il tema della felicità, per poi ritrovarsi, nel
giorno della premiazione, in una festa che però rappresentava un importante
spunto di riflessione. Telerama chiaramente si è subito messa a completa disposizione
per sostenere e promuovere l’iniziativa. Non solo. Telerama
coinvolge i teen agers in sane iniziative di gruppo come la raccolta
differenziata, la pulizia delle spiagge, educandoli al rispetto dell’ambiente.
Insomma, sfatiamo il mito dei ragazzini “vittime passive dei media”, ed invece
troviamo il coraggio di parlare di ragazzi protagonisti … che abbiano 5, 10, 15
anni, non è importante. Il mondo dei più
piccoli viene accolto all’interno del programma “In Famiglia”, con la
possibilità di dare prova di talento, sempre però divertendo e con uno spirito
di gioia. Ed ancora: Telerama sensibilizza e radica nelle giovani menti i
concetti di aggregazione, socializzazione e condivisione nel modo più naturale
possibile, attraverso giochi di squadra, momenti di canto e ballo. Telerama è
impegnata, inoltre, nell’arduo compito di sensibilizzare i ragazzi alla
riscoperta delle nostre origini, della salentinità, dell’identità culturale,
attraverso produzioni mirate che, con
semplicità, diffondono conoscenza e producono cultura, appassionando tutti i
componenti della famiglia. Bisogna, insomma,
impegnarsi a superare la concezione ancora esistente del minore centrata su un
discorso assistenziale e di tutela, senza riconoscere a pieno le capacità di
autonomia e di scelta che possono avere i ragazzini oggi. La televisione può
rappresentare una importante “agenzia educativa” al servizio del minore,
evitiamo di impelagarci in posizioni pregiudiziali, catastrofiche … La televisione può
essere educazione, sensibilizzazione, conoscenza, informazione, formazione. Il
punto non è combatterla, ma imparare ad utilizzarla. *Presidente Mixer Media
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