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Il dibattito/ Televisioni e minori
  
di Paolo PAGLIARO*

Troppa televisione per i bambini oggi, e la melatonina cala

Troppa televisione per i bambini oggi, e la melatonina cala. Due o tre ore al giorno di cartoni animati, wrestling, fiction, reality show, rischiano di far calare la produzione di questo ormone che sarebbe in grado di determinare i ritmi di crescita psicologica di un bambino: è il primo risultato raggiunto da un esperimento effettuato dall’Università di Firenze.

Esasperazione? Pessimismo “cosmico”? Un fondo di verità c’è …

La cattiva qualità dei programmi televisivi nelle ore più utilizzate dai piccoli spettatori sta notevolmente accrescendo le generali preoccupazioni. Grande Fratello e affini, liti studiate a tavolino, immagini volgari affatto educative per minori dominano incontrastati nei palinsesti televisivi.

Il ragazzino può non solo arrivare a confondere la violenza vera con quella televisiva, a identificarsi in personaggi violenti e a considerare l’aggressività come il modo migliore per gestire le situazioni in cui viene a trovarsi in difficoltà, ma può anche trovarsi davanti a messaggi che, anziché  rafforzare i valori, ampliare la conoscenza e sviluppare le capacità critiche, possono incrementare atteggiamenti distruttivi per se stessi e per gli altri.

La Tv “trash” continua imperterrita la sua corsa spietata verso l’audience, proponendo quotidianamente “spazzatura”. L’Auditel non ci aiuta per niente: a quanto pare, più i palinsesti propongono contenuti per niente in linea con i valori del rispetto del telespettatore, più raggiungono primati d’ascolto. E addirittura lo schermo si trasforma in una “baby sitter” ammaliatrice: la solitudine e l’abbandono inducono i bambini a cercare nella televisione conforto e compagnia. Si sentono potenti, i ragazzini, confortati dallo scettro del telecomando che permette loro di sbirciare tra canali e programmi di ogni sorta.

Eppure, le responsabilità vanno oltre le leggi di mercato, e chi si occupa di comunicazione dovrebbe tenere ben presente che gli effetti di una buona o cattiva informazione si ripercuotono inevitabilmente sul fruitore, che rischia di esserne influenzato notevolmente.

D’altro canto, però, non si può negare che la TV possa favorire la crescita e l’educazione, informare e persino formare attraverso programmi di qualità. La valenza positiva o negativa della televisione nella crescita dei bambini dipende, dunque, dalla qualità e dai contenuti delle trasmissioni cui vengono esposti, oltre al tempo che trascorrono davanti al video.

In merito a quest’ultima, spetta ai genitori valutare se il tempo dedicato dal bambino alla televisione sia spropositato rispetto alla norma, ma sarebbe, invece, dovere di chi fa televisione proporre contenuti validi, che stimolino la crescita dei più giovani, tenendo conto di una delle formule della buona “vecchia mamma Rai”: “intrattenere, educando”.

A Telerama i condizionali non esistono: l’etica di fare una buona Tv si coniuga perfettamente con la volontà e il piacere di assistere il minore, di rispettarlo e di migliorarlo. Partiamo da una semplice domanda che, paradossalmente, ha il sapore forte della provocazione: quale percezione ha la nostra società e quale percezione abbiamo noi della dignità personale dei bambini?

Riconoscere ai bambini la loro dignità personale significa comprenderli da subito come soggetti attivi, come protagonisti della storia e del mondo, e di conseguenza significa metterli nelle condizioni di conoscere, di parlare, di dialogare. Essi hanno il diritto di essere educati, di essere introdotti nella realtà per poterla vivere in modo gradualmente consapevole e responsabile, e il nostro dovere è quello di tutelarli.

Il dibattito sugli effetti della TV degradata su adolescenti e bambini va avanti da anni, supportato da interventi di sociologi della comunicazione, psichiatri di fama internazionale, che avanzano proposte per migliorare la tanto discussa “scatola magica”: dal Ministero della Pubblica Istruzione Italiana è giunto proprio di recente un decreto per la realizzazione di campagne scolastiche a favore di un uso corretto e consapevole del mezzo televisivo. L’obiettivo è infatti quello di valorizzare la capacità d’uso della TV, offrire strumenti concreti per rafforzare le capacità critiche di lettura dei linguaggi radiotelevisivi e le capacità comunicative nella loro dimensione pedagogica – educativa.

Ed è proprio questo lo spirito del palinsesto di Telerama, che, ancorandosi alla vita quotidiana, prende le distanze da situazioni “confezionate” ad hoc, dalle favole, dalle telenovelas, dai reality show …

Mixer Media facilita la crescita e lo sviluppo sociale e culturale dei suoi fruitori, proponendo, attraverso un impegno multilaterale e assiduo, contenuti validi e formativi. Basti pensare a CuoreAmico, noto progetto di solidarietà per il Salento che, attraverso il suo tradizionale salvadanaio, porta un grande aiuto ai bambini salentini in difficoltà, non solo materiale ma soprattutto umano, di vicinanza, di  amore, e sono loro, i ragazzi, i protagonisti indiscussi dell’iniziativa.

Così, attraverso i temi sociali, ma anche con un tocco di brio e di divertimento, Telerama rende i ragazzi interpreti di una “Tv pulita”, in tutti i sensi: dagli spettacoli scolastici alle competizioni sportive, fino ai concorsi di scrittura, la nostra Tv è sempre  attenta ad immortalare i momenti più significativi della loro crescita.

Esempio di connubio perfetto tra sociale e spettacolo è stato di recente il “Premio Stefano Costa”, in memoria del piccolo boy scout di Novoli scomparso in un campo invernale nel 1995. Migliaia di bambini di scuole elementari e medie hanno affrontato con parole sincere e con disegni il tema della felicità, per poi ritrovarsi, nel giorno della premiazione, in una festa che però rappresentava un importante spunto di riflessione. Telerama chiaramente si è subito messa a completa disposizione per sostenere e promuovere l’iniziativa.

Non solo. Telerama coinvolge i teen agers in sane iniziative di gruppo come la raccolta differenziata, la pulizia delle spiagge, educandoli al rispetto dell’ambiente. Insomma, sfatiamo il mito dei ragazzini “vittime passive dei media”, ed invece troviamo il coraggio di parlare di ragazzi protagonisti … che abbiano 5, 10, 15 anni, non è importante.

Il mondo dei più piccoli viene accolto all’interno del programma “In Famiglia”, con la possibilità di dare prova di talento, sempre però divertendo e con uno spirito di gioia. Ed ancora: Telerama sensibilizza e radica nelle giovani menti i concetti di aggregazione, socializzazione e condivisione nel modo più naturale possibile, attraverso giochi di squadra, momenti di canto e ballo.

Telerama è impegnata, inoltre, nell’arduo compito di sensibilizzare i ragazzi alla riscoperta delle nostre origini, della salentinità, dell’identità culturale, attraverso produzioni mirate  che, con semplicità, diffondono conoscenza e producono cultura, appassionando tutti i componenti della famiglia.

Bisogna, insomma, impegnarsi a superare la concezione ancora esistente del minore centrata su un discorso assistenziale e di tutela, senza riconoscere a pieno le capacità di autonomia e di scelta che possono avere i ragazzini oggi.

La televisione può rappresentare una importante “agenzia educativa” al servizio del minore, evitiamo di impelagarci in posizioni pregiudiziali, catastrofiche …

La televisione può essere educazione, sensibilizzazione, conoscenza, informazione, formazione. Il punto non è combatterla, ma imparare ad utilizzarla.

 

*Presidente Mixer Media

 

 

 


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