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DONNE NELLA STORIA D'ITALIA/ Maria Montessori
Scienza e infanzia

  
di Martina VOGRIC

MARIA MONTESSORI, SCIENZA E INFANZIA

Era bella Maria Montessori, era una donna elegante e femminile che scelse di dedicarsi a una professione al tempo esclusivamente maschile: la medicina.

Era nata a Chiaravalle nel 1870 da una famiglia colta che si aspettava molto da lei dal punto di vista professionale, ma quando scelse di intraprendere gli studi alla facoltà di medicina la società maschile le si rivoltò contro, ferendo profondamente un animo forte, ma allo stesso tempo molto sensibile. Quando nel 1869 si laureò con una tesi in psichiatria diventò la prima dottoressa in Italia, ed è quindi facile immaginare quanto fu difficile riuscire a vincere i pregiudizi della gente e far valere le proprie idee in un mondo professionale ostile a novità di questo tipo; Maria Montessori mosse i primi passi della sua straordinaria carriera occupandosi dei bambini disabili del manicomio romano di S. Maria della Pietà, ai quali profuse tutto l’amore di cui avevano bisogno; Maria era sconcertata dal modo in cui quei bambini malati venivano trattati, erano rinchiusi e circondati da persone malate di mente, in un’atmosfera, dunque, ben poco adatta a bambini malati, in stato di grave abbandono affettivo. Maria prese a cuore la sorte di quei bambini e prese ad osservarli e a studiare le tecniche di insegnamento usate allora, che, la Montessori si accorse ben presto, erano profondamente sbagliate e totalmente inadeguate ai bisogni e alle capacità dei bambini. Arrivò ad elaborare un nuovo ed estremamente innovativo metodo, centrato sulla constatazione che i bambini hanno fasi di crescita differenziate, all’interno delle quali tendono ad imparare più facilmente e più profondamente alcune cose e a trascurarne delle altre; da qui deriva, ovviamente, un metodo di studio diverso in base al periodo di crescita: questa teoria fu estremamente innovativa e fu la prima che, finalmente, andò incontro alle reali possibilità e ai più profondi bisogni di ciascun bambino.

Intorno al 1896 Maria Montessori  cominciò una relazione, l’unica della sua vita, con un collega, Giuseppe Montesano, relazione destinata a finire in breve tempo, ma dalla quale nacque un figlio, Mario, che Maria fu costretta ad affidare a una famiglia, ma che riprese con sé dicendo che era un nipote, quando il bambino aveva già 14 anni, dopo la morte della madre adottiva. La dolorosa fine della storia con Montesano, che sposò un'altra donna, oltre alle ferite inflittale precedentemente dagli uomini ai tempi dell’università, portò quella donna bella e affascinante a escludere gli uomini dalla propria vita e a rinunciarvi per sempre, cominciò a vestirsi sempre di nero, abbandonando la propria femminilità, e decise di dedicare la sua vita ai bambini, cercando di compensare la mancanza del figlio con le gioie e le soddisfazioni regalatele da tutti i bambini di cui si occupava.

È nel 1907 che tutte le sue teorie vengono messe in pratica e applicate ai bambini ospiti della Casa dei bambini che Maria aprì a Roma nel popolare quartiere di S.Lorenzo e alla quale seguì l’apertura di un’altra Casa dei bambini a Milano, e di un’altra ancora sempre a Roma; nel frattempo intorno alla carismatica figura della Montessori si era creata una cerchia di donne affascinate dalla 

“missione” a cui lei si stava dedicando con passione, e che, abbandonate le famiglie, si dedicavano completamente a lei e alla sua causa. Nel 1909 pubblicò “Il metodo della pedagogia scientifica” che, pubblicato praticamente in tutte le lingue, diede al metodo Montessori risonanza mondiale. Viaggiò molto e riscosse vari premi e riconoscimenti in diversi Paesi, tra cui la Legion d’onore dal governo francese, l’ordine di Orange-Nassau dalla regina d’Olanda, il premio mondiale Pestalozzi, lauree honoris causa da molte università, a New York un premio dell’Esposizione internazionale femminile per il suo impegno internazionale e, infine, tre candidature al premio Nobel per la pace.

Maria Montessori morì nel 1952 a Noordwijk in Olanda, in quella che era divenuta la sua dimora fissa, ma la sua opera continua ancora oggi nelle moderne teorie pedagogiche che affondano le radici nel metodo Montessori, oltre che nelle migliaia di scuole che portano il suo nome e che seguono i suoi dettami.

 

 


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