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LO SCHIAFFO/ Dalla lotta contro lo Stato ai seggi in Parlamento Ex terrorista segretario della Camera
  
di bruva

Il suo conto con la giustizia è stato pagato

Il suo conto con la giustizia è stato pagato. 12 anni di prigione (su 25). Le carceri devono essere luogo di recupero, non di punizione cieca: la riconciliazione con la società dopo è evento auspicabile. E in lui questo accadde, tanto da essere conosciuto solo per la sua lotta in “Nessuno tocchi Caino”, ma non per la sua prima lotta: quella armata. È stato eletto deputato, ne aveva tutti i diritti, ma forse anche la gente che lo ha reso proprio rappresentante aveva il diritto di conoscerne il passato. Un uomo si giudica per tutto il suo vissuto, e il riscatto è luogo dello spirito che rende onore, ma va detto. Certo, la legge elettorale con la quale abbiamo votato i nostri parlamentari ha reso possibile più di qualche stortura: i partiti hanno deciso chi mandare nei Palazzi del potere.

Sergio D’Elia il suo conto con la giustizia lo ha pagato, e tanto è bastato a dargli un posto in Parlamento. Questo è un fatto assodato. Che lui fosse uno dei capi di “Prima Linea”, lo si è saputo solo dopo. L’organizzazione terroristica che l’attuale deputato della Rosa nel Pugno ha capeggiato, negli anni ‘70 ha versato il sangue di innocenti in nome di una lotta armata in cui oggi nessuno più si riconosce ma che pure per molti versi non è stata rinnegata, detta solo “deviata”, o “sbandata”. Il suo obnubilato passato è stato portato alla luce dalla moglie di una delle sue vittime, la vedova del poliziotto Fausto Dionisi. L’onorevole D’Elia oggi non è solo deputato, ma è rappresentante delle più alte cariche istituzionali del Paese: Segretario alla Presidenza della Camera dei Deputati. Il buon senso rende tale nomina inaccettabile, al di là di ogni appartenenza politica. Il passato ci condanna ad essere “ex” di noi stessi. Oggi questo ex terrorista rappresenta quelle stesse Istituzioni che combatté con la violenza più atroce. E questo, francamente, ci pare inaccettabile.

Un altro pluricondannato per violenze contro lo Stato (il reato più lieve forse, tra droga, detenzione di armi, oltraggio, ect … con arresti, condanne e svariate segnalazioni a partire dall’86 sino al 2006) certo onorevole Daniele Farina, è stato nominato vicepresidente della Commissione Giustizia!!! L’Italia di oggi riserva davvero amarissime sorprese. Alla prossima? Caruso Ministro dell’Interno, Bompressi Guardasigilli e Sofri Presidente della Repubblica?

 

 

 


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