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Gregorio Magno e l'invenzione del Medioevo
Manoscritti in mostra, a Firenze sino al 25 giugno

  
di Roberta AIELLO

Gregorio Magno e l’invenzione del Medioevo

A Firenze, ospite della Biblioteca Mediceo Laurenziana, nella splendida Piazza San Lorenzo fino al 25 giugno, è di scena un’imperdibile mostra di manoscritti dal forte impatto visivo, volta ad illustrare la singolare figura di Papa Gregorio Magno e a dar luce su un periodo, quello alto medioevale, che sembra manifestarsi nelle sue molteplici sfaccettature, ancora poco conosciuto. La mostra, curata dal Prof. G.G. Ricci, realizza uno dei più grandi eventi promossi dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del XIV centenario della morte di Gregorio Magno; organo istituito nel 2002 su proposta della Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (SISMEL) e del suo presidente Claudio Leonardi. Il percorso espositivo della mostra, articolato in due sezioni, propone 38 manoscritti disposti in ordine cronologico, scelti tra i più rappresentativi sia per la storia del testo delle opere di Gregorio Magno sia per la storia dell’iconografia e della miniatura medievale.

La prima sezione della mostra presenta le opere gregoriane, i loro “escerti” e le “epitomi”, la seconda è invece dedicata alle agiografie gregoriane. Sulla base di criteri paleografici e critico-testuali, sono stati selezionati i codici più importanti delle opere di Papa Gregorio: il codice “B 159 sup.” della Biblioteca Ambrosiana di Milano, uno dei testimoni più autorevoli dei “Dialoghi”, vergato in “onciale” e decorato da numerose iniziali ornate con motivi zoomorfi, e la biografia del pontefice a cura di Paolo Diacono, contenuta nel manoscritto “lat. 10863” della Bibliothèque Nationale de France di Parigi. Non mancano esempi di Codici di grande rilevanza dal punto di vista iconografico e decorativo che ben illustrano il percorso evolutivo compiuto nei secoli dalla miniatura europea della Gallia Merovingea fino all’Umanesimo Italiano. La visione di questi manoscritti, adagiati su velluti drappeggianti, è ulteriormente valorizzata da un sapiente sistema di illuminazione che garantisce una diffusione equilibrata e non invasiva della luce.

Il visitatore ha modo di ripercorrere, insieme a queste meravigliose pagine fregiate, la storia di un’arte nel suo evolversi grafico e pittorico. Osservare questi manufatti fortemente evocativi, significa rivivere un’intera epoca, a cavallo tra il VI e VII secolo, con tutti i cambiamenti e i personaggi che l’hanno contraddistinta, tra i quali la figura di Papa Gregorio Magno che si ritaglia un ruolo di assoluto protagonista per la valenza universale con la quale ha saputo proporsi ed imporsi. Vissuto in un’epoca di Transizione, portavoce di un passato romano-cristiano, ben radicato ma altrettanto capace di recepire le esigenze del presente, Gregorio ha saputo cogliere e interpretare i segnali di cambiamento con le sue attività di politico, intellettuale e uomo di fede all’avvento dell’epoca medioevale. Non per niente gli è stato attribuito l’appellativo di “Magno”; il ruolo da lui svolto su più fronti ha, infatti, inciso in modo indelebile sui futuri sviluppi storici del tempo.

Decisiva fu la riforma della Curia, realizzata attraverso la creazione di un gruppo di fidati funzionari non più ecclesiastici bensì laici, incaricati di esportare le linee politiche del Pontefice e da lui strettamente dipendenti. Non meno importanti furono le relazioni intrattenute con politici ed ecclesiastici, e le opere di evangelizzazione. La sua produzione letteraria l’ha reso il più grande scrittore italiano dell’Alto Medioevo: oltre all’attività di finissimo interprete ed “esageta” della Scrittura, ben rappresentata dal “Commento al Cantico dei Cantici”, purtroppo mutilo, dal libro di Giobbe, dalle Omelie sui Vangeli e su Ezechele, egli ci ha lasciato un trattato sui “Doveri Ecclesiastici”, una “Regola Pastorale”, un vasto epistolario e quello che viene considerato uno dei vertici raggiunti dalla sua ars narrandi: i “Dialoghi”, unica opera ad avere forma dialogica. Vale la pena, dunque, visitare la mostra: l'immagine complessiva che ne risulta è quella di un grande affresco, in cui l'opera di Gregorio Magno appare chiaramente come uno dei principali veicoli della cultura cristiana medievale e della prima Età Moderna.

 

 


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