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Rigassificatore a Brindisi: una questione internazionale |
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Euromediterraneo si è spesso occupato della
questione “rigassificatore” da realizzare a Brindisi. Lo ha fatto più volte per
riportare ai lettori dati di pura cronaca, come ad esempio notizie di
conferenze stampa, manifestazioni e assemblee pro o contro; ma anche dando
ampio spazio, scegliendo di offrire la massima visibilità in prima pagina, ad
articoli pervenuti in redazione e redatti da personalità di spicco del mondo
sociale brindisino apertamente e fortemente schierati contro la realizzazione
del rigassificatore. Mai il contrario: nessun articolo che dichiarasse adesione
al progetto, né abbiamo avuto pressioni perché questo avvenisse. Il nostro giornale, seguendo la linea della equidistanza, non si è peraltro espresso
nel merito della questione. Oggi decidiamo di farlo, dichiarando con
convinzione il nostro SI al rigassificatore. Il problema non riguarda solo Brindisi, ma l’intero
territorio salentino; non è una questione chiusa tra le mura della città ma
aperta a discussioni di livello ormai internazionale. Inoltre il futuro di una
intera comunità dalla storia antica e gloriosa merita d’essere discusso con
onestà intellettuale. Quella che, a nostro avviso, è sempre più latitante. Il seppur modesto contributo che desideriamo apportare al
dibattito potrà, forse, essere prezioso proprio perché derivante da
incontestabile disinteresse personale, se non quello di cercare di attivare un
dialogo più sereno. Sappiamo che questo nostro intervento susciterà malumori e
critiche di vario tipo: questo è il rischio del prendere posizione. Ma noi abbiamo
il coraggio di farlo, senza timore d’esser detti “assoldati”. Nella nostra vita
abbiamo fatto anche scienza, senza scendere a compromessi. Abbiamo il coraggio
della libertà: il nostro cervello non è in vendita! Da una parte la politica compatta (Comune, Provincia,
Regione) al di là degli schieramenti di partito, dall’altra industriali,
sindacati, lavoratori. Una intera popolazione divisa tra il No ed il Si. Da un
lato il NO dettato da questioni ambientali, ideologiche, in difesa di un “nuovo
modello di sviluppo”, contro il SI di chi ritiene che la città non solo non
corra alcun rischio ambientale ma che dalla realizzazione dell’impianto possa
trarne vantaggi, economici ed occupazionali, questo a fronte di un progetto che
ha già tutte le autorizzazioni. Dov’è la verità? È davvero un impianto pericoloso? Sarebbe
interessante ascoltare il parere di scienziati e professori in grado di dare
risposte sicure: ma questa possibilità è stata rifiutata dalla Amministrazione
cittadina screditando le professionalità poiché dette “a gettone”. Così come accusato
di “interessi personali” è il Presidente degli Industriali di Brindisi. “L’ho
detto più volte e lo ripeto anche al vostro giornale – ci dice Massimo Ferrarese – la mia azienda non
parteciperà a quei lavori. Sono favorevole a questo investimento solo perché
convinto della sua bontà”. Presidente, come
commenta la diatriba che sta dividendo la società brindisina?
Sta
accadendo una cosa strana: normalmente è il popolo che cerca di coinvolgere la
pubblica amministrazione; qui invece è l’esatto contrario. Questo vuol dire la
morte della politica. La vostra stessa
posizione è parte di questa diatriba. Il rigassificatore doveva essere solo uno degli obiettivi
di Assindustria, proprio perché è un impianto autorizzato da tutti (le precedenti amministrazioni di Comune e
Provincia di Brindisi, Regione Puglia, ed il Governo nazionale ndr). È
chiaro che noi industriali, di
fronte ad un investimento già approvato, ci siamo organizzati per portarlo
avanti, mai pensando che si sarebbe insorti contro. Dicono che sia pericoloso
ed inquinante, ma nessuno ha mai spiegato che lo sia davvero: se lo
dimostrassero, saremmo i primi ad osteggiarlo. Gli
oppositori al progetto affermano la forza di “un nuovo modello di sviluppo” da
contrapporre a realizzazioni industriali come quella del rigassificatore. Su
questo punto di potrebbe trovare un punto di raccordo? Si, se
mi spiegassero cosa intendono. L’Assindustria non è mai stati coinvolta nella
discussione di quello che dovrebbe essere questo “nuovo modello di sviluppo”, del
quale si sente solo parlare Noi industriali diamo alla provincia di Brindisi
più di 40mila posti di lavoro: non so se sono pochi, sicuramente più di quanti
ne dia qualsiasi altro presunto “modello di sviluppo”. Secondo lei perché
allora sarebbe osteggiato questo progetto?
Per demagogia e per trovare facili consensi elettorali. Da
buon imprenditore sono un uomo pragmatico, e coerente. Siamo abituati a
prendere accordi con una stretta di mano; non diciamo no il giorno dopo. Un
progetto che viene autorizzato non può essere ritirato solo perché cambia la
gestione della pubblica amministrazione: è questa ad essere riconosciuta
dall’impresa e dagli altri Stati, non il singolo che la guida. Solo a fronte di
una seria dimostrazione di gravità si può tornare indietro su un determinato
investimento. Invece non si è voluto un confronto scientifico chiaro: sono
stato il primo a dichiarane la necessità, ma la risposta che è stata data a me
e ad i media è che i professori universitari “lavorano a gettone”. Questa
continua offesa degli industriali, dei lavoratori ed oggi anche dei
professionisti è mortificante. In ultima analisi,
Presidente, chi crede vincerà questa battaglia? Comunque
vada a finire il danno è già stato fatto, innanzitutto evidenziando
l’inaffidabilità di questa città a livello internazionale: anche se il
rigassificatore dovesse essere realizzato, nessuno mai verrà più qui ad
investire. Se poi l’impianto non verrà realizzato, il danno sarà duplice, non
solo di immagine, dunque, ma anche economico, in quanto dovremo risarcire chi
ha avuto tutte le autorizzazioni. In definitiva, spero che da questa battaglia
possa uscirne un solo vincitore: Brindisi.
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