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Rigassificatore a Brindisi: una questione internazionale
Noi diciamo SI   
di Elio RICCHIUTO

Rigassificatore: SI

Euromediterraneo si è spesso occupato della questione “rigassificatore” da realizzare a Brindisi. Lo ha fatto più volte per riportare ai lettori dati di pura cronaca, come ad esempio notizie di conferenze stampa, manifestazioni e assemblee pro o contro; ma anche dando ampio spazio, scegliendo di offrire la massima visibilità in prima pagina, ad articoli pervenuti in redazione e redatti da personalità di spicco del mondo sociale brindisino apertamente e fortemente schierati contro la realizzazione del rigassificatore. Mai il contrario: nessun articolo che dichiarasse adesione al progetto, né abbiamo avuto pressioni perché questo avvenisse.

Il nostro giornale, seguendo la linea della equidistanza, non si è peraltro espresso nel merito della questione. Oggi decidiamo di farlo, dichiarando con convinzione il nostro SI al rigassificatore.

Il problema non riguarda solo Brindisi, ma l’intero territorio salentino; non è una questione chiusa tra le mura della città ma aperta a discussioni di livello ormai internazionale. Inoltre il futuro di una intera comunità dalla storia antica e gloriosa merita d’essere discusso con onestà intellettuale. Quella che, a nostro avviso, è sempre più latitante.

Il seppur modesto contributo che desideriamo apportare al dibattito potrà, forse, essere prezioso proprio perché derivante da incontestabile disinteresse personale, se non quello di cercare di attivare un dialogo più sereno. Sappiamo che questo nostro intervento susciterà malumori e critiche di vario tipo: questo è il rischio del prendere posizione. Ma noi abbiamo il coraggio di farlo, senza timore d’esser detti “assoldati”. Nella nostra vita abbiamo fatto anche scienza, senza scendere a compromessi. Abbiamo il coraggio della libertà: il nostro cervello non è in vendita!

 

Da una parte la politica compatta (Comune, Provincia, Regione) al di là degli schieramenti di partito, dall’altra industriali, sindacati, lavoratori. Una intera popolazione divisa tra il No ed il Si. Da un lato il NO dettato da questioni ambientali, ideologiche, in difesa di un “nuovo modello di sviluppo”, contro il SI di chi ritiene che la città non solo non corra alcun rischio ambientale ma che dalla realizzazione dell’impianto possa trarne vantaggi, economici ed occupazionali, questo a fronte di un progetto che ha già tutte le autorizzazioni.

Dov’è la verità? È davvero un impianto pericoloso? Sarebbe interessante ascoltare il parere di scienziati e professori in grado di dare risposte sicure: ma questa possibilità è stata rifiutata dalla Amministrazione cittadina screditando le professionalità poiché dette “a gettone”. Così come accusato di “interessi personali” è il Presidente degli Industriali di Brindisi. “L’ho detto più volte e lo ripeto anche al vostro giornale – ci dice Massimo Ferrarese – la mia azienda non parteciperà a quei lavori. Sono favorevole a questo investimento solo perché convinto della sua bontà”.

Presidente, come commenta la diatriba che sta dividendo la società brindisina?

Sta accadendo una cosa strana: normalmente è il popolo che cerca di coinvolgere la pubblica amministrazione; qui invece è l’esatto contrario. Questo vuol dire la morte della politica.

La vostra stessa posizione è parte di questa diatriba.

Il rigassificatore doveva essere solo uno degli obiettivi di Assindustria, proprio perché è un impianto autorizzato da tutti (le precedenti amministrazioni di Comune e Provincia di Brindisi, Regione Puglia, ed il Governo nazionale ndr). È chiaro che noi industriali, di fronte ad un investimento già approvato, ci siamo organizzati per portarlo avanti, mai pensando che si sarebbe insorti contro. Dicono che sia pericoloso ed inquinante, ma nessuno ha mai spiegato che lo sia davvero: se lo dimostrassero, saremmo i primi ad osteggiarlo.

Gli oppositori al progetto affermano la forza di “un nuovo modello di sviluppo” da contrapporre a realizzazioni industriali come quella del rigassificatore. Su questo punto di potrebbe trovare un punto di raccordo?

Si, se mi spiegassero cosa intendono. L’Assindustria non è mai stati coinvolta nella discussione di quello che dovrebbe essere questo “nuovo modello di sviluppo”, del quale si sente solo parlare Noi industriali diamo alla provincia di Brindisi più di 40mila posti di lavoro: non so se sono pochi, sicuramente più di quanti ne dia qualsiasi altro presunto “modello di sviluppo”.

Secondo lei perché allora sarebbe osteggiato questo progetto?

Per demagogia e per trovare facili consensi elettorali. Da buon imprenditore sono un uomo pragmatico, e coerente. Siamo abituati a prendere accordi con una stretta di mano; non diciamo no il giorno dopo. Un progetto che viene autorizzato non può essere ritirato solo perché cambia la gestione della pubblica amministrazione: è questa ad essere riconosciuta dall’impresa e dagli altri Stati, non il singolo che la guida. Solo a fronte di una seria dimostrazione di gravità si può tornare indietro su un determinato investimento. Invece non si è voluto un confronto scientifico chiaro: sono stato il primo a dichiarane la necessità, ma la risposta che è stata data a me e ad i media è che i professori universitari “lavorano a gettone”. Questa continua offesa degli industriali, dei lavoratori ed oggi anche dei professionisti è mortificante.

In ultima analisi, Presidente, chi crede vincerà questa battaglia?

Comunque vada a finire il danno è già stato fatto, innanzitutto evidenziando l’inaffidabilità di questa città a livello internazionale: anche se il rigassificatore dovesse essere realizzato, nessuno mai verrà più qui ad investire. Se poi l’impianto non verrà realizzato, il danno sarà duplice, non solo di immagine, dunque, ma anche economico, in quanto dovremo risarcire chi ha avuto tutte le autorizzazioni. In definitiva, spero che da questa battaglia possa uscirne un solo vincitore: Brindisi.

 

 

 

 

 

 


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