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LIBRI/ Gli angeli caduti dal libro di Tracy Chevalier |
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Quando
qualcosa finisce, cade un angelo. E in questo libro sono tante le fini: la fine
di un secolo – il libro si apre con il 1 gennaio 1901 – la fine della regina
Vittoria, la fine dell’Impero britannico. È la fine di un’epoca, di una cultura
votata al maschilismo e che disapprova la partecipazione sociale e politica
delle donne. Ma il “the end”, il motto che accompagna il libro “Quando cadono
gli angeli” di Tracy Chevalier, porta con sé le grandi speranze di un nuovo
tempo, le conquiste e le vittorie di un’altra epoca, persino una mentalità
rinnovata, che pian piano tenta di sganciarsi dal moralismo ben incarnato da
quella regina Vittoria che aveva portato il lutto per quarant’anni. La
Chevalier, con lo stile diretto e coinvolgente che le è proprio, dà vita
all’affresco lucido e disincantato di un’epoca di grandi cambiamenti attraverso
la storia di due famiglie, tanto diverse fra loro da incarnare i modelli di due
secoli: il passato nel tradizionalismo dei Waterhouse e il futuro
nell’innovazione dei Coleman. E sarà grazie a due bambini che mentalità tanto
diverse verranno a incontrarsi e spesso a scontrarsi. Lo
scenario è il cimitero, dove, in occasione della consueta visita ai defunti, le
due famiglie si incontrano per la prima volta, nonostante siano vicine di casa.
Non solo, hanno pure le tombe adiacenti. Su quella dei Waterhouse c’è la statua
di un angelo, su quella dei Coleman un’urna: e già qui possiamo presagire
esistenze e destini molto diversi. Le bambine, Maude e Livy, diventano amiche
inseparabili, con una grande passione per le visite al cimitero, dove si
divertono a girovagare guardando le varie statue di angeli. Maude si trova
molto più a suo agio nella casa di Livy, perché la madre è attenta,
premurosa…mentre la sua così bella ma insoddisfatta, incontentabile. D’altro
canto, fra le due donne non si instaura un buon rapporto d’amicizia, piuttosto
la signora Waterhouse si sente a disagio di fronte all’esuberanza di Kitty
Coleman, una donna che, interiormente fragile, ritrova la voglia di vivere
aderendo al movimento delle suffragette. Un po’ con celata ammirazione e un po’
con apprensione, la sua famiglia e i Waterhouse seguono l’avventura di queste
donne – angeli ribelli, prima di cadere – che chiedono il diritto di voto; e
sarà proprio in una manifestazione femminile a Hyde Park che la madre di Maude
morirà, lasciando la figlia nella corazza di solitudine cui la ragazza è ormai
abituata a causa della totale dedizione della signora Coleman per il movimento
cui ha aderito.Tante domande affiorano pensando a questa donna, che ha
trascurato per anni Maude per inseguire l’ideale femminista: è stato più giusto
lottare per garantire alla figlia il diritto di voto o sarebbe stato meglio
essere come la signora Waterhouse, riservata e dedita alla famiglia? In ogni
caso Maude, a suo modo, rientra in quell’impulso di novità che la sua famiglia
trasmette: lei, a cui il padre ha insegnato l’astronomia, andrà all’università,
una novità un po’ sconcertante per la mentalità del tempo, mentre Livy,
soffocata, senza saperlo, nelle convenzioni della piccola borghesia inglese, ha
come unico passatempo quello di annotare le regole in caso di lutto. Perché le
occasioni di lutto certo non mancano, come la brutale uccisione della sorellina
di Livy, un altro angelo caduto precocemente. La narrazione prosegue senza sbavature, mettendo in
evidenza le diverse, originalissime voci dei personaggi, che di volta in volta
parlano di sé e degli altri. Tracy Chevalier ci parla di un decennio di storia
inglese, con le sue tradizioni, i comportamenti, le convenzioni, gli “scandali”
che oggi, abituati a ben altro, ci fanno sorridere, come la madre di Maude che
mostra le caviglie andando in bicicletta. E accanto alla storia di un Paese, la
storia della presa di coscienza delle donne che affermano i loro diritti, al
voto ma anche allo studio, all’indipendenza. Spunti
di vita familiare che convergono sempre nel cimitero di Hampstead Heath, dove
le persone, allora come oggi, passeggiano, chiacchierano, osservano le altre
tombe e, qualche volta, pregano. Per mantenere vivo il ricordo. Gli angeli
continuano a cadere, ma la memoria tiene lontana la morte del cuore.
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