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LIBRI/ Gli angeli caduti dal libro di Tracy Chevalier

  
di Giorgia CIPELLI

Gli angeli caduti dal libro di Tracy Chevalier

Quando qualcosa finisce, cade un angelo. E in questo libro sono tante le fini: la fine di un secolo – il libro si apre con il 1 gennaio 1901 – la fine della regina Vittoria, la fine dell’Impero britannico. È la fine di un’epoca, di una cultura votata al maschilismo e che disapprova la partecipazione sociale e politica delle donne. Ma il “the end”, il motto che accompagna il libro “Quando cadono gli angeli” di Tracy Chevalier, porta con sé le grandi speranze di un nuovo tempo, le conquiste e le vittorie di un’altra epoca, persino una mentalità rinnovata, che pian piano tenta di sganciarsi dal moralismo ben incarnato da quella regina Vittoria che aveva portato il lutto per quarant’anni.

La Chevalier, con lo stile diretto e coinvolgente che le è proprio, dà vita all’affresco lucido e disincantato di un’epoca di grandi cambiamenti attraverso la storia di due famiglie, tanto diverse fra loro da incarnare i modelli di due secoli: il passato nel tradizionalismo dei Waterhouse e il futuro nell’innovazione dei Coleman. E sarà grazie a due bambini che mentalità tanto diverse verranno a incontrarsi e spesso a scontrarsi.

Lo scenario è il cimitero, dove, in occasione della consueta visita ai defunti, le due famiglie si incontrano per la prima volta, nonostante siano vicine di casa. Non solo, hanno pure le tombe adiacenti. Su quella dei Waterhouse c’è la statua di un angelo, su quella dei Coleman un’urna: e già qui possiamo presagire esistenze e destini molto diversi. Le bambine, Maude e Livy, diventano amiche inseparabili, con una grande passione per le visite al cimitero, dove si divertono a girovagare guardando le varie statue di angeli. Maude si trova molto più a suo agio nella casa di Livy, perché la madre è attenta, premurosa…mentre la sua così bella ma insoddisfatta, incontentabile. D’altro canto, fra le due donne non si instaura un buon rapporto d’amicizia, piuttosto la signora Waterhouse si sente a disagio di fronte all’esuberanza di Kitty Coleman, una donna che, interiormente fragile, ritrova la voglia di vivere aderendo al movimento delle suffragette. Un po’ con celata ammirazione e un po’ con apprensione, la sua famiglia e i Waterhouse seguono l’avventura di queste donne – angeli ribelli, prima di cadere – che chiedono il diritto di voto; e sarà proprio in una manifestazione femminile a Hyde Park che la madre di Maude morirà, lasciando la figlia nella corazza di solitudine cui la ragazza è ormai abituata a causa della totale dedizione della signora Coleman per il movimento cui ha aderito.Tante domande affiorano pensando a questa donna, che ha trascurato per anni Maude per inseguire l’ideale femminista: è stato più giusto lottare per garantire alla figlia il diritto di voto o sarebbe stato meglio essere come la signora Waterhouse, riservata e dedita alla famiglia?

In ogni caso Maude, a suo modo, rientra in quell’impulso di novità che la sua famiglia trasmette: lei, a cui il padre ha insegnato l’astronomia, andrà all’università, una novità un po’ sconcertante per la mentalità del tempo, mentre Livy, soffocata, senza saperlo, nelle convenzioni della piccola borghesia inglese, ha come unico passatempo quello di annotare le regole in caso di lutto. Perché le occasioni di lutto certo non mancano, come la brutale uccisione della sorellina di Livy, un altro angelo caduto precocemente.

La narrazione prosegue senza sbavature, mettendo in evidenza le diverse, originalissime voci dei personaggi, che di volta in volta parlano di sé e degli altri. Tracy Chevalier ci parla di un decennio di storia inglese, con le sue tradizioni, i comportamenti, le convenzioni, gli “scandali” che oggi, abituati a ben altro, ci fanno sorridere, come la madre di Maude che mostra le caviglie andando in bicicletta. E accanto alla storia di un Paese, la storia della presa di coscienza delle donne che affermano i loro diritti, al voto ma anche allo studio, all’indipendenza.

Spunti di vita familiare che convergono sempre nel cimitero di Hampstead Heath, dove le persone, allora come oggi, passeggiano, chiacchierano, osservano le altre tombe e, qualche volta, pregano. Per mantenere vivo il ricordo. Gli angeli continuano a cadere, ma la memoria tiene lontana la morte del cuore. 

 

 


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