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La sede del Poliambulatorio della Asl: annoso problema della realtà tricasina |
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Il centro (ex U.S.L./12 di Tricase) per molti anni collocato in un edificio nelle vicinanze dell’ospedale Panico, raccoglieva numerose specializzazioni. Ciò consentiva all’utente di poter usufruire di più servizi semplicemente muovendosi da un piano all’altro della stessa costruzione, con evidenti vantaggi in termini non solo di efficienza del servizio reso, ma anche economici e temporali. Nel 2003 molte specializzazioni
sono state spostate a Gagliano del Capo mentre quelle rimaste sono state trasferite in una nuova
costruzione. Episodio che anziché migliorare la situazione preesistente l’ha
enormemente peggiorata. All’attuale struttura sono,
infatti, correlate tutta una serie di problematiche logistiche e di servizi. Il
primo disagio per utenti ed operatori è costituito dall’ubicazione in
periferia, che rende il complesso non facilmente rintracciabile da chi vi si
reca per la prima volta. Il secondo dal pessimo stato
della viabilità d’accesso. Le strade sterrate e piene di buche, che le rendono
già difficilmente fruibili in
condizioni atmosferiche buone, diventano nei giorni di pioggia realmente
impraticabili. All’interno la situazione non migliora di molto: un’unica grande
stanza centrale accoglie reception e sala d’attesa a scapito della privacy. Le
poche stanze disponibili sono adibite ad ambulatori di più specializzazioni e
pertanto utilizzate dai vari medici a giorni alterni. Lo scenario descritto rende
l’ambulatorio non adatto a far fonte alle esigenze del gran numero di utenti
che ogni giorno vi si recano, pur essendo uno dei più efficienti in termini di
qualità e tempestività di visite e
prenotazioni. Qual è la causa di questa
situazione? Circa quindici anni fa la Regione Puglia stanziò cospicui fondi per
la costruzione della sede U.S.L./12 di
Tricase. Lo spostamento nella nuova costruzione avrebbe permesso non solo di
conservare tutte le specializzazioni nello stesso luogo, come peraltro già
avveniva, ma avrebbe consentito l’abbattimento del canone di locazione pagato
per l’allora sede di proprietà privata. Successivamente la dirigenza generale
della U.S.L. anziché destinare, come previsto, l’intero contributo stanziatole
alla costruzione di Tricase, decise di suddividere la cifra in tre somme
diverse. La maggiore venne assegnata
a Gagliano del Capo, un’altra a Corsano e infine la restante
parte a Tricase, che ha realizzato l’attuale ambulatorio. Questa discordanza,
tra la strategia regionale ed il successivo provvedimento dirigenziale, ha
prodotto la creazione di tre diverse strutture ubicate in altrettanti comuni
differenti; vanificando sforzi e previsioni la cui ratio finale era quella di unire ed ottimizzare il servizio più che di
smembrarlo. A pagare il prezzo di questa scelta è come di consueto l’utente
finale, costretto per fruire delle prestazioni offerte, a fare la spola tra
Comuni e strutture diverse, con tutti i disagi che ne derivano. E pensare che all’epoca il
Comune di Tricase occupava la presidenza di tutti i Comuni del territorio della
ex U.S.L., posizione che avrebbe consentito di opporsi alla nuova disposizione
dirigenziale, che da beneficiario lo trasformava in soccombente. Non sappiamo se un’eventuale
opposizione avrebbe influito su questa scelta , ma forse questo grave
depauperamento avrebbe potuto essere evitato.
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