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Serata di beneficenza della Croce Rossa di Casarano |
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Storia lunga e nobile quella della Croce Rossa, nata sui
campi di battaglia, nata nel dolore, nella lotta contro la morte, nella
sofferenza delle ferite che le guerre impongono da sempre. L’umana natura è
contraddizione di grandezza e abissali orrori. Dona l’amore e la morte. Dopo le battaglie, sui campi il sangue di soldati vinti e
vincitori rendeva rossa la terra, il sangue dei feriti non conosceva scampo, se
non quelli più lievi, carne per altri macelli. Solo l’umana commozione e la
pietosa purezza riconsegnarono i feriti alla storia, quella delle contadine che
per soccorrere i soldati destinati alla sicura morte stracciarono i loro abiti
e ne fecero bende. L’amorevole materno soccorso diede origini, sotto la spinta
del suo fondatore Henry Dunant che assistette a tanto pietose scene nel corso
della battaglia di Solferino, alla costituzione della Croce Rossa nel 1859. La storia di questa nobile organizzazione mondiale,
conosciuta da tutti per la sua presenza in ogni luogo di bisogno, di guerra,
calamità naturale, è stata rievocata nel corso dello spettacolo di beneficenza
organizzato presso la Fondazione Filograna dal Comitato locale di Casarano
della Croce Rossa Italiana. Guida sicura e salda, che ha reso tale comitato
meritevole di lodi e riconoscimenti, è il Dott. Giacinto Pettinati Primario
cardiologo dell’Ospedale di Casarano. Grazie alle sue parole, che forti e commosse hanno
descritto l’impegno incondizionato degli spiriti nobili che nella Croce Rossa
lavorano, il pubblico presente (e tra loro le autorità militari e civili, i
rappresentanti delle Istituzioni politiche quali il Sindaco di Casarano Remigio
Venuti e il Sottosegretario alla Difesa Giorgio Rosario Costa) ha potuto meglio
comprendere lo spirito di questa umana missione “che nulla ha a che vedere con
la religione – ha sottolineato il dr. Pettinati – ma è legata a quella nobiltà
umana, quello spirito supremo, detto Dio da alcuni, Natura o mistero da altri,
che in ognuno di noi alberga, quella “vocina” che ognuno di noi abita e che già
Socrate conosceva: legge sicura del bene, volontà forte che l’altro aiuta”. Non è mancato però il rammarico per quel cambiamento che
molti non condividono, ma di cui è ben compreso il senso: non più la croce
rappresenterà questa storica istituzione ma il disegno di un diamante, un rombo
rosso che riappacificherà i cercatori di simboli religiosi della divisione e
degli ostacoli. Né croci né mezzelune né stelle di David, ma solo umanità,
universalità e altruismo capaci di soccorrere il mondo. “Crucis”, spettacolo di danza sulla passione di Cristo, è
stato rappresentato dal corpo di Ballo Terrapulia di Casarano.
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