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Lettera a Mimmo Mennitti, Sindaco di Brindisi |
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Sig. Sindaco, la prego di voler leggere questa lettera in nome di quel
senso etico, morale se vuole, che a lei mi lega per averla scelta, per averla
voluta, insieme alla maggioranza dei cittadini di Brindisi, nostro
rappresentante. Volontà democratica che la pone primo cittadino tra noi per
essere uno di noi. Brindisi era una città offesa, drammaticamente ferita
nella sua dignità, nella sua onestà quando lei si propose guida sicura,
possibilità di prospettive nuove, di riscatto morale. La scegliemmo con convinzione,
Sindaco Mennitti, sperando che le sue capacità politiche, le sue prerogative
umane e intellettuali potessero cambiare il volto della nostra città. Ora le scrivo, e mi perdoni se pretendo la sua attenzione. Le scrivo per
dirle tutta la mia delusione nel vedere una Brindisi affatto diversa,
una Brindisi da cui si vuole scappare, si deve abbandonare per trovare futuri
più sicuri, una Brindisi desolata e grigia, una Brindisi schiacciata dai soliti
meccanismi di potere, dai soliti equilibrismi politici, dalle solite “insolide”
proposte. Le scrivo per dirle tutto il mio disappunto nel vederla
con totale convinzione schierata per un NO al rigassificatore quale risposta
assoluta. Vorrei davvero capirne le ragioni, vorrei davvero carpire anche solo
parte di tanta certezza per renderla mia e dirmi al suo fianco, per essere
sicura che non si stia giocando sulla
nostra pelle, sulla vita dei nostri figli, sulla storia presente e
futura della nostra città. Nostra, e non sua. Nostra, sig. Sindaco, perché lei andrà via. È la sua
storia professionale e politica a dirlo, imporlo. Brindisi rimarrà ai nostri
figli, con le scelte che lei oggi sta facendo per loro. Le scrivo per chiederle perché quando si candidò non ci
offrì apertamente la sua posizione nei confronti di una questione che tanto
troppo sta attanagliando la nostra quotidianità. Le scrivo per chiederle di
farmi comprendere davvero cosa sia questa sua idea di “Città d’acqua”, affinché
possa sposarla, renderla mia, difenderla dagli attacchi ed offrirla quale reale
speranza ai miei figli. Le scrivo per chiederle perché oggi la città di Taranto si
dice pronta al progetto di un rigassificatore, così come tutta l’Italia e tutti
gli schieramenti politici si dichiarano aperti a tali soluzioni energetiche,
dette “indispensabili”, “sicure” e “certe”, e perché Brindisi invece non può,
non deve, offrire a se stessa questa possibilità. Le prospettive vere, serie,
importanti credo non possono sfuggile; le conseguenze dannose di un rifiuto non
devono sfuggirle. Le scrivo per chiederle se davvero il fatto che il
territorio di Brindisi sia già segnato da altro tipo di produzione energetica
(quella sì dannosa alla nostra salute) sia motivo fondato per rifiutare il
rigassificatore e non piuttosto una ragione in più per volerlo, lottando
affinché il carbone venga per sempre eliminato. E se il sito Capobianco non è
assolutamente indicato alla costruzione dell’impianto, come lei afferma, se il
sito Capobianco è la ragione principale della sua opposizione, perché non lotta
affinché altre soluzioni siano proponibili e non solo quella del rifiuto. Le scrivo per chiederle di non continuare una battaglia
contro “ad ogni costo”, ma di combattere, questo sì e fortemente, affinché la
realizzazione di questo progetto sia fatta a nostro vantaggio, contrattando con
la società inglese condizioni a noi favorevoli, quali occupazione e tariffe
speciali sul costo del gas, ad esempio. E perché, sig. Sindaco, una comitiva di poche migliaia di
persone, tra le quali pochissime centinaia di brindisini, è posta a vessillo di
un NO cittadino, di una città che in realtà non si è mai compiutamente espressa
se non nelle sue lunghe file per essere assunta presso la British gas? Le chiedo infine di non essere ricordato come “il Sindaco
del no al rigassificatore”. Ma se è questo che lei davvero ritiene giusto, le
scrivo per chiederle di spiegarlo ai miei figli con ragioni concrete e con
fatti convincenti. Lei è stato eletto primo tra noi per essere uno di noi. Le
scrivo per chiederle di non dimenticarlo. v.b.
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