elenco articoli 

Obesità e teledipendenza. Indagine Asl sui bambini salentini
  
di Ettore Mario PELUSO

OBESITA' E TELEDIPENDENZA INFANTILI

È stata recentemente pubblicata un’interessante indagine sulle abitudini alimentari e di vita dei bambini della scuola primaria, relativa al Progetto “Okkio alla salute”, ideato dal Ministero alla Salute  e messo in atto  dal Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione (Dipartimento di prevenzione) dell’Azienda Unità Sanitaria Locale  di Lecce.

Lo studio, condotto in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, ha evidenziato le gravi e dannose abitudini di vita dei bambini salentini, in parte ereditate e condizionate dai genitori ed in parte assunte direttamente per condizionamento da modelli comportamentali e sociali.

Un primo e fondamentale dato riguarda la forma fisica: circa il 14 per cento dei bambini è obeso e circa il 24 per cento è in sovrappeso, con la conseguenza che oltre un terzo dei bambini salentini ha una struttura fisica  pericolosa per il loro presente e per il loro futuro.

Correlato a questo dato è quello relativo all’esercizio fisico ed alla mobilità. In primo luogo, i bambini leccesi sono i più macchina-dipendenti della Puglia, con una percentuale del 73,4%, a fronte di una percentuale regionale del 60%.

I genitori leccesi tendono, infatti, ad accompagnare i propri figli in macchina, sia a scuola che in ogni altra occasione pomeridiana di svago e attività extrascolastica, stante anche la loro scarsa propensione a camminare a piedi o in bicicletta.

Ad onor del vero, va riconosciuto che gli attuali timori riguardanti la sicurezza stradale e sociale non favoriscono un mutamento di tali cattive abitudini (che non sono certamente di recente origine) proprie della cultura salentina.

Il tutto aggravato, inoltre, dall’assenza di piste ciclabili e di isole di salvaguardia dalle auto e dalle moto. Un altro dato evidenziato dall’indagine riguarda il rapporto dei bambini con la televisione. In generale, le conseguenze della teledipendenza dei bambini si ripercuotono negativamente non solo sul piano fisico, ma anche su quello culturale e comportamentale.

In particolare, i bambini salentini dedicano in media 3-4 ore al giorno alla televisione o ai videogiochi: è  questo il risultato delle ammissioni dei genitori e c’è, quindi, da ipotizzare  che le ore effettive siano molte di più.

Nelle interviste fatte direttamente ai bambini, la mattina a scuola, quasi la metà degli intervistati ha risposto di guardare la televisione già al proprio risveglio e durante la colazione. Proprio a proposito della colazione i ricercatori si soffermano sulla sua fondamentale importanza nella nutrizione e nello sviluppo dei bambini.

È questo un fondamentale momento di vita quotidiana, che, oltre ad aver ormai perso le caratteristiche di importante occasione di comunicazione e relazione familiare (anche a causa della frenesia mattutina), raramente rispetta i livelli nutrizionali necessari al bambino per affrontare gli sforzi fisici e mentali dell’attività scolastica.

All’incirca le stesse carenze sono state evidenziate per la merenda, consistente sempre più in merendine e dolci e sempre meno in frutta, come invece consigliato dagli esperti nutrizionisti.

Un’attenzione particolare l’indagine la dedica alla verifica delle attività fisiche dei bambini salentini. Un bambino su tre è totalmente inattivo, non fa attività motorie adeguate né in casa, né all’aperto, senza che la maggior parte dei genitori abbia la percezione dei rischi che in questi casi corrono i loro figli.

In conclusione, molto va ancora fatto in termini di prevenzione ed educazione alimentare e sociale, al fine di assicurare uno sviluppo psicofisico armonico ed un futuro di buona salute ai bambini salentini: si deve lavorare intensamente  e costantemente tanto sui genitori, quanto sui figli, anche per cancellare l’antico luogo comune che “grasso è sano e bello”.

 

 


elenco articoli