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Manifesto per una Italia nuova: il Partito della Nazione |
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L’Udc di Casini lancia la sfida alla politica per riunire
il grande centro Lorenzo Cesa, “Saremo un partito di governo” La Costituente di centro, che ha visto gli uomini della
vecchia DC riuniti in via della Conciliazione a Roma nell’appuntamento
nazionale del 3 e 4 aprile, è il frutto di un sogno carezzato da anni, quello
di riunire la politica di centro in un nuovo partito che sia la casa dei
cattolici, dei riformisti, liberali, moderati, popolari: il Partito della
Nazione. Sotto l’egida di Luigi Sturzo e della sua famosa
esortazione a “tutti gli uomini liberi e forti”, l’Udc di Pier Ferdinando
Casini sta procedendo a passi larghi verso la nascita di una reale Unione di
centro, che sappia giocare un ruolo alternativo sia al Pdl di Berlusconi e che
al Pd e alle sue nuove derive a sinistra (come ha dichiarato Casini). Sarà a causa di un implacabile declino sociale, economico,
culturale, sarà a causa di un mancato rinnovamento della classe dirigente che
troppo spesso allontana le “menti pensanti” e premia i “signor sì”, sarà per
anche per tutto questo che la politica sempre più gioca un ruolo stanco, poco
credibile agli occhi della gente e piegato ad esigenze di potere più che di
governo. In questa penosa falla vuole insinuarsi l’Unione di
centro, dichiarando il fallimento della Seconda Repubblica ed invocando il
bisogno di un ritorno alla politica vera, quella tesa al bene comune, capace di
rimettere in primo piano i problemi degli italiani. <È giunto dunque il momento di aprire una nuova storia politica –
recita il “Manifesto per una nuova Italia” – Non un ‘terzo polo’ di risulta tra due immutabili giganti bipolari, ma
un’offerta di politica, di governo, di partecipazione democratica del tutto
nuova, che nasca dalla ‘rottura’ del finto bipartitismo>. L’impegno politico dell’Unione di centro si sta fortemente
caratterizzando non solo nella battaglia contro la vigente legge elettorale,
che impedisce ai cittadini di votare con le preferenze il proprio candidato, ma
anche nella difesa del Mezzogiorno d’Italia, che <il governo in carica sta
mortificando per pagare il suo balzello alla Lega nord>, afferma il
segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, che il nostro giornale ha incontrato nei
giorni scorsi presso gli uffici di Montecitorio. Forte è la critica al
federalismo partorito dalla maggioranza: <da analisi fatte da noi – ha detto
Cesa – questa scelta del governo porterà ad un aggravio dei costi, con più
tasse e meno servizi. Inoltre non c’è chiarezza sul fondo perequazione che
potrebbe dare una mano al Sud. Tremonti si è rifiutato di dichiarare quanto ci
costerà questo federalismo e gran parte degli stessi parlamentari del Pdl non
lo condividono. La verità è che lo votano perché ricattati dalla Lega che
altrimenti farebbe cadere il Governo>. On. Cesa, quali sono
le ambizioni dell’Udc? Andare oltre l’Udc, formare un grande partito che metta
insieme tutti quei democratici cristiani e riformisti messi di fronte da una
parte alla crisi politica del Pd, dall’altra ad un partito tenuto insieme dal
collante del potere. Il Pdl è un progetto di breve termine legato al suo
leader, il giorno in cui Berlusconi non ci sarà più, sarà come la Jugoslavia:
si frantumerà in mille pezzi. La nostra idea è di costruire un partito che
abbia una piattaforma programmatica di valori da difendere, rimettendo al
centro del dibattito argomenti di cui non si parla più. La costituzione del
Pdl, con lo scioglimento di An e Forza Italia, ha generato una sorta di
spartiacque della politica italiana. Se da una parte, soprattutto a livello
locale, alcuni esponenti del vostro partito hanno preso altre strade,
dall’altra sono molti quelli che invece state accogliendo tra le vostre fila.
Cosa sta accadendo? Sta cambiando completamente l’atteggiamento nei confronti
del nostro partito. La resistenza e la coerenza dimostrata, la nostra
opposizione “Repubblicana”, cioè non ideologica ma concreta, sta premiando il
nostro partito. E la gente lo sta capendo. Parliamo di Salento.
A Brindisi avete incassato il Sì di un importante personaggio del mondo
imprenditoriale: Massimo Ferrarese è il vostro candidato alla Provincia Ferrarese ha condiviso la nostra idea di politica. Non
tutti sono disponibili e coraggiosi come lui. Siamo convinti che possa farcela,
anche se oggi non è scontato vincere al centro. La nostra sfida sarà quella di
creare un partito realmente presente sul territorio, capace di partire dalla
base. A Lecce Adriana Poli
Bortone, con il suo movimento “Io Sud”, scende in campo con l’Udc. Cosa ne
pensa? La Poli Bortone ha avuto il coraggio di non aver aderito ad un partito che nasce dal notaio. È una signora che ha sempre fatto in prima persona le sue battaglie, stando tra la gente. È stata sul campo e il pane se l’è guadagnato. Non si può rinunciare alla propria storia, se non al prezzo di perdere se stessi. Lei questo prezzo non ha voluto pagarlo.
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